Era l’11 settembre 2022, un anno e mezzo fa, quando la Salernitana toccava uno dei punti più alti della gestione Iervolino. La formazione di Davide Nicola, avanti 2-0 allo Stadium, contro Juventus, ottiene il primo storico punto in casa della Vecchia Signora, capace di rimontare fino al 2-2 dopo la grande paura e dopo una serata in cui successe veramente di tutto.
L’episodio chiave il gol annullato a Milik per fuorigioco e il mancato inserimento di Candreva nelle immagini ufficiali del Var, con il polacco che sembrava probabilmente tenuto in gioco dall’87 granata. Ne scaturì una rissa accesissima a fine partita, fioccarono cartellini, le polemiche imperversarono per giorni, a Danilo Iervolino una delle battute più riuscite della sua esperienza da presidente.
“Se la Juve vuole la rigiochiamo, per non non c’è nessun problema”, ebbe a dire nel day after non rinunciando al gusto di una battuta che però certificava anche lo stato di salute e l’ambizione di club e dirigenza. Nessuna paura a sfidare nuovamente una big, nessun timore reverenziale, la sana faccia tosta di poter recitare un ruolo da protagonista.
Ambizioni, progetti, parole, che a ripensarci un anno e mezzo dopo vien quasi da sorridere, se non piangere. Tutto naufragato, cancellato da un silenzio assordante, non solo su una retrocessione mortificante arrivata ormai già da oltre due settimane, ma soprattutto su un futuro che secondo voci vede Danilo Iervolino sempre più defilato dalle cose di casa granata, e per nulla contrario all’idea di passare la mano. Dal petto gonfio mostrato dopo aver spaventato la Vecchia Signora alla nuova visita in casa della Juve, questa volta con la netta sensazione di dover fare per l’ennesimo weekend la parte della sparring partner per l’avversario di turno…


