I trionfi da calciatore. Un trascorso da bandiera. “Ci sono vite che capitano e vite da capitano” recita un murales nel cuore di Salerno. La mente, come ogni 30 maggio, non può andare ad Agostino di Bartolomei, indimenticato capitano della Salernitana, scomparso tragicamente il 30 maggio 1994. Sono passati 30 anni, eppure il suo ricordo è sempre vivo. Oltre che doveroso.
Il suo ricordo però resta vivissimo, soprattutto nei tifosi della Roma, di cui è stato una bandiera ma anche in quelli del Milan e di quelli granata dopo la sua avventura alla Salernitana. Con il club guidato dal presidentissimo Peppino Soglia, centrò nel 1990 la storica promozione in serie B dopo la permanenza di 24 anni in serie C. Rimase nella provincia salernitana ma si spostò a Santa Maria di Castellabate: sognava di aprire una scuola calcio, di inculcare la sua passione per il calcio alle nuove generazioni. Poi il 30 maggio 1994, il colpo di pistola che lo strappò via.
Ieri la targa nel ricordo al Vestuti. Lo stadio che non fu più la casa della Salernitana proprio dopo l’impresa della squadra allenata da Ansaloni, lo stadio dove Agostino Di Bartolomei disputò la sua ultima partita in carriera. Anche a 30 di distanza, specie in un momento non particolarmente semplice per la Salernitana, il suo ricordo è sempre più forte. “Guidaci ancora Ago!”.
Tante le celebrazioni anche a livello nazionale, con Roma e Milan, che si sfideranno domani in amichevole in Australia, pronte a scendere in campo con una maglia dedicata a DiBa con una patch speciale per ricordare il grande ex di entrambe le formazioni. Su Rai Play in esclusiva un docufilm, al pari di un podcast.
Anche la Curva Sud Siberiano ha ricordato il capitano con uno striscione esposto all’Arechi.


