“A Salerno ho lasciato il cuore, e forse quest’anno è mancato proprio quello. L’attaccamento alla maglia, il sudore, la voglia di lasciare tutto sul campo di gioco”. Parola di Giuliano Melosi, uno dei calciatori più amati del periodo recente della Salernitana, specie per la sua generosità in mezzo al campo, tanto da diventare protagonista di un coro a lui dedicato. Il mediano di Saronno è stato intervistato al Quotidiano La Città di Salerno.
Quali sono i principali errori di un’annata disastrosa?
Quando una stagione si chiude così difficile dire cosa non abbia funzionato, ci sono tantissimi fattori. Eppure la partenza non era stato nemmeno così negativa, penso al pareggio dell’Olimpico con la Roma all’esordio in campionato, quando la Salernitana poteva addirittura vincere e si era trovata in vantaggio, e poi al buon pari con l’Udinese all’Arechi. C’è stato poi un susseguirsi di errori, a dicembre secondo me si poteva rimediare in qualche modo, credo che non sia stato fatto abbastanza.
Anche l’atteggiamento dei calciatori non è particolarmente piaciuto, che idea si è fatto?
Spesso i tifosi chiedono proprio quello, il lottare su ogni pallone, impegnarsi senza risparmiarsi fino all’ultimo minuto. E invece, specie verso la fine, ho visto alcune partite giocate con atteggiamento poco combattivo. C’erano alcune gare crocevia, da dentro o fuori, magari vincendo si poteva dare ancora un senso alla stagione, ma i calciatori sembravano già sconfitti prima di scendere in campo.
Su chi punterebbe per il rilancio in cadetteria?
La serie B è molto difficile, per me il più particolare tra i primi tre. Il gap tra la prima e l’ultima in classifica è quello meno netto, penso a Spal, Benevento, anche Spezia, e la fatica che hanno fatto dopo la retrocessione dalla serie A. Si deve essere mentalmente pronti per questo torneo, è duro, strano, spesso girone d’andata e di ritorno sono due campionati completamente diversi. Servono giovani, e in Italia ce ne sono tanti bravi, ma anche calciatori di categoria. Prima di tutto però serve partire dal direttore sportivo e dal tecnico. Magari un Melosi come allenatore in seconda in panchina, con me la maglia sarebbe sudata ogni partita.



ci volevano 11 melosi
11 MELOSI
Proprio così
E ritt nient…
Grande melosi parole giuste