Il prato dell’Arechi Roberto Busso l’aveva già calpestato lo scorso 8 giugno, in occasione del raduno di Serie A – Operazione Nostalgia, evento capace di portare a Salerno campioni del calibro di Totti, Roberto Baggio e Javier Zanetti, sponsorizzato da Gabetti Sport.
Chissà che qualcosa non si era già mosso due mesi fa, nei pressi di una delle due panchine, in compagnia di altri dirigenti tra i quali Antonio De Luca, e Ferdinando Elefante. Il retroscena raccontato dal Quotidiano La Città di Salerno, però, riguarda la conferenza stampa di presentazione dell’evento sportivo capace di attirare sugli spalti oltre 20mila spettatori amanti del calcio e dei campioni del passato.
Al Comune di Salerno, dopo i convenevoli, e le parole del fondatore della community Andrea Bini, fu proprio Busso a prender parola e spiegare il perché della scelta ricaduta su Salerno, anche grazie alla partecipazione di Arturo Di Napoli, pure entrato a far parte di Gabetti Sport.
Elogiando la passione di un intero popolo, quello dell’ippocampo, l’attuale presidente della Salernitana rivelò come in passato, ai tempi della gestione Lotito-Mezzaroma, accompagnò un magnate straniero rappresentante di un fondo estero già impegnato nel calcio oltreoceano a visitare la città ma soprattutto ad assistere dal vivo a una gara della Bersagliera, rimanendo folgorato da una passione “tutta sudamericana” del tifo. La trattativa, che sarebbe dovuta essere traghettata da dallo stesso Busso non andò in porto, i due ex co-patron non erano intenzionati, almeno all’epoca, a vendere la società, poi la promozione targata Castori cambiò tutti gli scenari.
Cuore granata, per lui, torinista doc, e forte di un’antica amicizia con Danilo Iervolino, Bussò analizzò anche con grande lucidità e conoscenza l’annata disastrosa della Salernitana (retrocessa appena pochi giorni prima a margine del ko di Frosinone). Chissà Chissà, che già lo scorso maggio, Busso non studiava già da presidente…


