Parole dolci all’ambiente ma anche stoccate forti e dirette. Tra i “cuoricini” di Danilo Iervolino lanciati all’ambiente Salernitana attraverso il podcast del club granata “Vianema”, il patron granata però non manca attacchi forti ad ex dirigenti del club granata. La stoccata roboante ĆØ quella indirizzata a “vecchi manager e consiglieri ascoltati prima di prendere decisioni”. Poi però si va nel dettaglio.
Nel mirino c’ĆØ soprattutto Gianluca Petrachi. L’ex ds, ancora sotto contratto con il club, incassa le parole dure del patron. “Non abbiamo mai avuto un rapporto empatico. CāĆØ stato un rapporto di rispetto che ha fatto scelte in autonomia e che abbiamo solo subito sbagliando. Avrei tenuto Daniliuc, Kastanos, Bradaric e Coulibaly invece lui diceva che dovevano uscire prendendo tuttāaltri calciatori. I risultati non sono stati quelli sperati e facendo confidenze allāad Milan nei miei confronti. Non so perchĆ© aveva questo rapporto non più forte come allāinizio con noi abbiamo deciso di staccare la spina e affidare la squadra a Valentini. Anche la scelta di Martusciello e Colantuono ĆØ tutta sua. Ero consapevole che lāattacco non fosse giusto. Petrachi però diceva che eravamo giusti cosƬ e non ĆØ vero che io non abbia voluto acquistare altri attaccanti. Ora le scelte mi piacciono moltissimo: Cerri e Raimondo sono davvero bravi, abili, completi, con fisicitĆ e che sudano per la maglia. Ho visto una squadra che lotta, dei leoni, gente che non vuole uscire sconfitta”.
Si passa poi alle esperienze passate, partendo dall’addio di Sabatini: “Ebbi un diverbio anche pubblico e decisi di non rinnovare il suo contratto. Cosa giusta o sbagliata? Non lo so. Decido allora di puntare su De Sanctis: un giovane, uomo nuovo del calcio e allestiamo una squadra di tutto rispetto”. Le carezze a Nicola: “E’ un grande allenatore, capace di tirare il massimo dei calciatori. Pagò però l’ammutinamento dei senatori della squadra che ci obbligò a cambiare allenatore”.
Al posto di Nicola arriva Paulo Sousa: “Fu un anno dalle grandi emozioni. Mi sembrava di vivere una favola. Promettiamo di riscattare Dia, Pirola, rinnoviamo Ochoa e impostiamo la squadra in un certo modo. Mentre partiamo però Sousa parla con un’altra squadra sfruttando la finestra che aveva per risolvere il contratto. Le cose lƬ però cambiano, si crea qualche crepa. Ad agosto ci fu un diverbio fra Paulo Sousa e De Sanctis e le cose degenerarono. La situazione precipita e decido di affiancare De Sanctis salutando Paulo Sousa che parlava di squadra meno competitiva seppur quasi riconfermato in blocco”.Ā
Da qui l’inizio dell’avventura con Filippo Inzaghi: “Fu un anno difficile. La sconfitta con il Bologna credo sia stato spartiacque. Volevo dare un segnale e richiamo Sabatini come direttore generale. Ma i caratteri dei due dirigenti hanno spinto De Sanctis ad andare via. Proseguiamo con Sabatini che in conferenza stampa racconta che “Inzaghi non sarebbe un suo uomo”. Io chiamo Inzaghi, gli rinnovo la fiducia ma non basta. Poi arriva a qualche sconfitta, ti affidi completamente a Sabatini ma ĆØ stato l’inizio della fine”.Ā



Iervolino Testa di Legno
Anche Fimmano”?