Novanta minuti da vivere tastando il polso di un gruppo che ha lanciato messaggi tutt’altro che positivi a Carrara. Soprattutto nelle risposte degli elementi che hanno trascinato la Salernitana fin qui. Soprattutto in mezzo al campo, con Amatucci che ha confermato lo status di regista con la spia della benzina accesa da settimane. Non solo lo “scoglio” psicologico della diffida che lo accompagna da inizio 2025 ma anche prestazioni non più eccellenti sia sotto il profilo tecnico che fisico.
Come riporta “La Città di Salerno”, se la manovra non brilla, è anche per il calo del giovane regista toscano. A questo si aggiungono i guizzi di Tongya che latitano. Fuori casa, nelle due sfide ravvicinate con Brescia e Carrarese, il numero 7 si è praticamente spento, riaprendo l’eterna discussione sulla compatibilità da mezzala nel 3-5-2 di Breda. La difesa, di ferro con Cremonese e Brescia, si è sciolta allo Stadio dei Marmi. Bucata tre volte (l’ultima volta che la Salernitana aveva incassato più di due gol rimanda al poker del Sassuolo all’inizio dell’era Colantuono), sempre in affanno, complice anche le difficoltà di Ferrari. L’esperto regista arretrato non si è mai risparmiato ma sin dalle ultime curve del 2024 non ha confermato lo standard delle prestazioni di inizio stagione.



Perché lavorano nei campi durante il giorno….mah…
Ma per piacere, mandateli in ritiro su una montagna a minimo di stipendio
Ma è dall’inizio del campionato che camminano