L’arbitraggio fu molto discusso. Eppure il voto post Salernitana-Sampdoria gli permise di scalare posizioni e aggiudicarsi il premio Farina come miglior direttore di gara stagionale, strappando anche la proroga. Daniele Doveri riapre il libro della scorsa stagione. In un’intervista a “La Gazzetta dello Sport” parte dall’epilogo, ovvero dal playout di ritorno all’Arechi tra Salernitana e Sampdoria chiuso nel modo peggiore, ovvero che i gesti d’intemperanza dei tifosi granata che obbligarono a sospendere il match.
L’arbitro romano ha rotto il silenzio e commentato cosƬ la sfida dell’Arechi: “Quella sera mi ĆØ rimasta molta amarezza: quella sera non ha vinto lo sport, siamo usciti un po’ tutti sconfitti nell’aver chiuso la gara a 20′ dalla fine”.Ā



Tristezza? Io al suo posto avrei provato un altri sentimento….vergogna.
Ommene e niente
Dov’eri…………..
Devi mettere la tua faccia in quel posto e lasciarla lĆ dovevi dare ascolto a quel porco di Gravina,dovevi fare il tuo dovere e dare a casare quello che era suo,si poteva anche perdere successivamente ma dare il rigore che era netto poi si vedeva cosa succedeva
Cari Cenoani fatevene una ragione
Vergognarti no?
Premiato per aver fatto bene il suo lavoro. Goal di mano della Samp, rigore netto non dato alla Salernitana sullo zero a zero. Neanche i telecronisti hanno avuto il coraggio di dire qualcosa. Semplicemente fuori dal calcio e sento che si lamentano di 4 sediolini. Andiamo alle cause.
Un rigore,un fallo di pugno a favore della Salernitana non visto,un fallo di mano pro GRAVINDORIA visto,questo sono le tue mancanze più gravi che ha causato il casino,oltre quello dei 40 giorni prima causati dalla FGCI.Un Furto legalizzato.
Ć inutile che ora tenti di fare il mea culpa, se ĆØ successo tutto questo e per colpa tua, per la tua incapacitĆ di gestire un’incontro di calcio come da regole che tu dovevi osservare, e non da come ti aveva suggerito a senso unico quel porco di GRAVINA. Spero che la tanta sospirata inchiesta non venga insabbiata e finisce tutto a tarallucci e vino.
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