“Gate 48 – Ultras Salerno”, presentato il docufilm: giovedì l’appuntamento al Teatro delle Arti

L'opera è stata ideata da Umberto Adinolfi, con la regia di Fernando Inglese

“Un docufilm per raccontare 50 anni di storia”. Si è tenuta questa mattina presso il Resort dei Picentini la conferenza stampa di presentazione di Gate 48 – Ultras Salerno, in programma il prossimo 25 settembre, con inizio fissato alle ore 20, nella sala cinema del Teatro delle Arti di Salerno. Una nuova opera per raccontare il movimento ultras, a 50 anni dalla nascita degli “Ultras Bar Nettuno”. Ad aprire il dibattito Umberto Adinolfi, presidente dell’associazione di promozione sociale “Macte Animo 1919” nonché ideatore del progetto multimediale. “Siamo uniti dal colore granata della maglia della Salernitana. Questo film arriva dopo il libro “Ultras Salerno – Un’altra storia”. Leggere un libro ha un emozione, il video regala altre sensazioni. In questo prodotto abbiamo voluto trasmettere sensibilità, appartenenza. Abbiamo scelto Gate 48 perché era il civico della curva al Vestuti al quale arrivavano le foto via posta”.

Regista del film Fernando Inglese: “Sono contento e fiero di questo prodotto. Me ne sono innamorato. Dopo la realizzazione del ricordo dei quattro angeli di Salerno scomparsi per la tragedia del treno, questa è un nuovo capitolo. Per me è stato un ritorno al passato. Seguo la Salernitana dal ’79-80 e quindi mi sono venuti in mente tantissimi aneddoti. È stato un arricchimento culturale. Questo prodotto è indirizzato soprattutto ai giovani, con la speranza che possano capire attraverso queste immagini cosa significa essere ultras”.

A dare voce alle immagini Roberto Nisivoccia: “Ho accettato immediatamente perché sono un tifoso calcio seppur mio padre sia tifoso dell’Udinese. Però ho seguito la Salernitana al Vestiti, scavalcando pur di sostenere la passione. Ho vissuto il momento più romantico del calcio, ora tutto è cambiato, anche questo sport si è modificato. Il momento più delicato? Raccontare la tragedia dal ritorno di Piacenza. Fu una giornata tragica. Ma in questo progetto ci sono tanti aspetti del tempo che furono: dal pane al mortadella a Castellammare di Stabia, passando per tanti aspetti che ho riassaporato in quadro meraviglioso viaggio nel tempo”.

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