Salernitana, anche Delio Rossi ricorda Ricchetti: tra commozione e una stoccata…

Cordoglio e affetto per CR7: presenti anche Aliberti, Breda e tanti altri

“Con Carlo siamo diventati amici nel momento stesso in cui io non sono stato più un suo allenatore e lui un mio calciatore. L’amicizia si basa sullo stare allo stesso livello e quando uno gioca e l’altro l’allena non si può essere sullo stesso piano. Ci siamo conosciuti, abbiamo passato le vacanze insieme e siamo vicini di ombrellone con le rispettive famiglie. Ho conosciuto un altro Carlo, era il minimo essere qua…”.

Delio Rossi, simbolo della Salernitana negli anni Novanta, non poteva mancare al trigesimo della scomparsa di Carlo Ricchetti. Dopo l’omaggio nella “loro” Foggia, anche a Salerno nuova ondata commossa di affetto.

“Non ho perso un ex calciatore, ma un amico. Mi fa particolarmente piacere vedere questo affetto da parte soprattutto dei suoi ex compagni. Viviamo in un mondo, quello del calcio abbastanza fatuo. Essere amici dopo 30 anni significa che oltre alle qualità tecniche c’erano altri valori, dico sempre che ho avuto una bella carriera ma sono legato a due squadre, la Salernitana che sfiorò la A da neopromossa, e il Foggia in quei due mesi che non sono riuscito a vincere il campionato. Vincere o perdere è legato a situazioni che euslano dalla bravura e dalla capacità, essere uomini rimane tutta la vita e queste due squadre hanno incarnato questo spirito”. 

Non solo l’omaggio all’Arechi (qui il video), ma anche la messa a San Demetrio, alla presenza, tra gli altri, di Aniello Aliberti, Luca Fusco, Ciro Ferrara, Gigi Genovese, Ciro De Cesare e Roberto Breda. Eroi degli anni Novanta, che però per il tecnico di Rimini rappresentano un passato non omaggiato a dovere. Stoccata che sembra indirizzata al patron Danilo Iervolino.

Molta gente non tiene in giusta considerazione che se si vuole avere futuro si deve avere grande rispetto del passato. Certe persone invece hanno fatto grande questa squadra e hanno dato quel qualcosa in più, a molti non avendo grandi capacità o grande presenza possono dar fastidio queste persone, ma così facendo ingigantiscono ancora di più la grandezza di chi non è stato rispettato. Il ricordo che mi porto nel cuore di Carlo? Tanti, ma onestamente mi porto quello che lo vede ai fornelli, in pantaloncini a cucinare, l’ultima cosa che potevo pensare quando lo allenavo alla Salernitana…”

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