Il mondo del calcio piange Nicola Salerno. E’ scomparso ad appena 69 anni il dirigente sportivo originario di Matera, figlio del senatore Carmelo Francesco Salerno, ex presidente dei lucani a cui è intitolato lo stadio di casa dei biancazzurri.
Una lunga carriera da direttore sportivo, Salerno fu il ds della Salernitana povera ma bella, che sfiorò con enorme generosità e senso di appartenenza la promozione in serie B, sfumata solo in finale playoff contro il Verona nel 2011, nonostante le enormi difficoltà societarie che ne decreteranno il fallimento pochi mesi più tardi decretando la fine dell’era Lombardi.
Fu lui a portare in granata i vari Ragusa, Fabinho, Jefferson, giovani che affidati alla gestione Breda, alla prima esperienza tra i professionisti, sono rimasti nel cuore della gente per l’impegno e l’abnegazione mostrati in un momento delicatissimo del club.
Per Salerno anche le esperienze con Cagliari, Palermo, Catania, Messina e Foggia tra le altre, oltre a un paio di avventure in Inghilterra come consulente di mercato del Leeds e del Watford, l’ultimo incarico con il Brescia nel 2017. Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo del calcio, e anche dall’universo granata, che ricorda il suo impegno per risollevare le sorti della Bersagliera a un passo dal baratro. Un’impresa solo sfiorata, ma per il popolo dell’ippocampo uno degli esempi di attaccamento alla maglia e professionalità più belli e citati nell’ultimo decennio…


