“Capisco la delusione dei tifosi, per quanto mi riguarda non c’è nulla che può scalfire il mio entusiasmo. Se dico che è bello avere un rapporto positivo tra rapporti e tifosi dico una cosa ovvia, se i tifosi sono arrivati ad un punto di disamore nei confronti loro e non nei confronti maglia della Salernitana io lo capisco. Io devo lavorare e basta, il mio obiettivo è portare i calciatori a far cambiare idea. La mia ammirazione per loro c’era già prima di venire qui ad allenare, quindi non cambia niente, qua sono venuto anche da tifoso avversario. Non devo ricucire, non allenare, è uno sprono e dobbiamo fare tesoro”.
Serse Cosmi ha chiusa la gara con il Latina incitando l’Arechi. Provando a scuotere la passione del popolo granata, in un momento non particolarmente sereno. Per la squadra e per l’ambiente. Nonostante la vittoria la squadra ha evitato di andare sotto la Sud, applaudendo a distanza, ricevendo di tutta risposta un coro polemico. “Mercenari”. Il trainer umbro ha provato a tendere la mano, dall’alto della sua esperienza, alla torcida, consapevole che solo i risultati potranno riportare entusiasmo, ma che l’apporto del popolo dell’ippocampo può essere determinante.
“Ve lo dice uno che conosce questo ambiente. Se inizi a vincere le partite inevitabilmente il tifoso torna vicino, non devo ricucire niente. Se li riportiamo dalla nostra parte non ho paura di giocare da nessuna parte perché loro davvero fanno la differenza. Vedo che altrove c’è un enorme entusiasmo, a Brescia per esempio, eppure hanno tanti punti di distanza dal Vicenza. E’ così a Ravenna, Catania, Ascoli non ne parliamo proprio. E più o meno sono tutte nelle stesse nostre posizioni. Ma se li ritroviamo con loro possiamo andare ovunque, senza paura”.


