La voglia di riscatto dopo Catania. La tentazione di una piazza cui è difficile dire di no per passione e per fascino. E una motivazione in più da lassù. Daniele Faggiano e la Salernitana, un matrimonio scritto forse nel destino, tante volte sognato, accarezzato, anche paventato, ora diventato realtà. Il nuovo direttore sportivo granata fantasticava sul prestigio di una squadra alla quale si era giocoforza affezionato per colpa o per merito, o per entrambe, di uno dei suoi più cari amici ai tempi dell’università. Anni e anni fa, quando il rapporto fraterno con il compianto Massimo Grisi, volto notissimo dello sport cittadino, non era ancora stato segnato dalla prematura scomparsa di “Amatino”. Lo riporta il Quotidiano La Città di Salerno oggi in edicola.
Gli aveva parlato talmente tanto e tante volte della Salernitana, con così tanta passione, che anche lui ne aveva subito giocoforza il fascino, riconoscendosi da uomo del sud in un attaccamento così viscerale e profondo alle proprie radici. Dalla scomparsa del farmacista di Colliano, socio fondatore del Salerno Club 2010, poi vice-presidente del comitato della Figc della Campania, noto anche per il suo sostegno alla Jomi Salerno, grande signora della pallamano femminile italiana, Faggiano l’aveva sperato, anzi aveva deciso. Prima o poi sarebbe diventato il direttore sportivo della Salernitana, avrebbe dedicato il suo arrivo in granata proprio all’amico degli anni più belli, nella speranza di potergli dedicare qualche traguardo storico per farlo gioire ed esultare da lassù.
Ci è andato vicinissimo lo scorso gennaio, quando il dirigente pugliese fu tra i principali candidati a sostituire Gianluca Petrachi, prima che la scelta ricadesse su Valentini, ha promesso ai suoi più fedeli collaboratori che al momento della firma e della presentazione nella città di San Matteo sarà lui stesso a spiegare di persona il legame profondo con Grisi, e di conseguenza quello nato nei confronti della Salernitana. Negli anni passati si sono incrociati più volte negli hotel milanesi dove andava di scena l’atto conclusivo del calciomercato italiano, dove Amatino non mancava di salire sperando in qualche colpo da novanta per la sua Salernitana, consigli, chiacchierate e pareri su calciatori, caffè, non sono mai mancati. Una motivazione in più per Faggiano, che dopo Catania nonostante i playoff raggiunti spera ora di alzare l’asticella.
Tante le imprese centrate in passato, in particolare da dirigente del Parma, portato dall’allora Lega Pro all’undicesimo posto in serie A in appena tre stagioni. Senza dimenticare la promozione in B con il Trapani di che sfiorerà di un soffio anche la serie A A, e le esperienze con Genoa, Sampdoria, Palermo. Ora una nuova sfida per il 47enne di Copertino cresciuto sotto l’ala protettiva di Giorgio Perinetti a Bari prima e Siena poi, con un amico a tifare dal cielo e tutta la voglia di provare a dedicargli qualcosa di memorabile…



Il direttore è una persona molto esperta
Ovviamente ha ottenuto garanzie finanziarie importanti per la costruzione della squadra altrimenti non avrebbe accettato.
Quindi lasciamolo lavorare con calma.
Pensare di fare una squadra di c , non sono d’accordo…. Costruire un misto di calciatori forti , per vincere. Il Messia , dopo le figure di m…. in due anni , deve vincere….
AL DIRETTORE SPORTIVO FAGGIANO .RACCOMANDO DI FARE UNA SQUADRA FORTE.