Ben 17′ minuti di recupero complessivi. Infinite attese, che hanno allungato in maniera esponenziale le interruzioni spezzando il ritmo di una gara di per sé già piuttosto bassi. E complice anche l’assenza di pubblico i momenti morti hanno fatto da triste cornice all’evento.
Entrambi i tecnici al termine di Salernitana-Siracusa l’hanno ribadito all’unanimità. Ben venga la tecnologia, così come l’aiuto agli arbitri e la possibilità di limitare polemiche e torti alle squadre, a patto però che si rodi meglio un meccanismo tutt’ancora da oleare.
Se la prima card della storia utilizzata dalla Salernitana ha fatto sorridere Giuseppe Raffaele, portando poi alla concessione del rigore che ha deciso la sfida, peggio è andata a Turati, che le ha utilizzate entrambe senza però ottenere un cambio di decisione da parte dell’arbitro. Almeno un paio di minuti di stop per ogni “chiamata”, sommate ai lunghi check in occasione delle tre reti annullate alla squadra granata nel primo tempo (due Inglese, una Liguori).
Non solo il monitor di supporto a direttore di gara e quarto ufficiale, ma anche il box installato tra Tribuna e Curva Nord, con il responsabile FVS chiamato a valutare in tempo reale diverse situazioni. Senza l’ausilio della tecnologia più avanzata, spesso quindi costretto a prendersi qualche secondo in più per valutare al meglio (complice anche l’assenza di un vero e proprio strumento come quello che c’è in serie A), ogni dettaglio.
Una pausa medio-lunga ripetuta “enne volte”, per buona pace delle due panchine e degli stessi calciatori, che ne hanno almeno approfittato per riposizionarsi secondo i dettami dei rispettivi tecnici e per dissetarsi. E’ solo la prima, e ha anche sorriso alla Salernitana, di certo però servirà migliorare in comunicazione e tempestività, per evitare dei momenti d’incertezza disagio tra arbitro, quarto uomo e ufficiale FVS, e per evitare recuperi da Mondiali del Qatar.



SIAMO ARRIVATI FIN QUI..IL RESPONSABILITÀ E DELLA SOCIETÀ. E. BASTA.
No da rivedere è questa società xrche ha raggiunto i suoi scopi… galleggiare in C Ed avere aziendalisti come dipendenti
Qui da rivedere è la squadra
Come siamo caduti in basso la serie c e più che c in tutti i sensi. Il calcio vero e solo in A e B. Che brutta fine abbiamo fatto. Salerno nn lo meritava. E nn meritava essere gestita da persone incompetenti e dir poco.