Danilo D’Ambrosio lascia il calcio giocato. Con un emozionante messaggio condiviso sui social, l’ex difensore di Inter e Torino, nell’ultimo biennio a Monza, ha annunciato il ritiro. E l’ha fatto raccontando un viaggio iniziato all’età da 13 anni, partito da Caivano e passato anche dal settore giovanile della Salernitana.
Uno scudetto e altri quattro trofei con l’Inter, l’arrivo in Nazionale e sei gettoni con indosso la casacca azzurra, D’Ambrosio ha accompagnato la lettera con diversi scatti per ripercorrere tutte le tappe di un’ottima carriera. Iniziando proprio dal vivaio granata, nel quale è approdato nel 2004-2005 insieme al fratello gemello Dario (oltre 400 presenze tra serie B e serie C), prima del passaggio alla Fiorentina dopo il fallimento della società presieduta allora da Aniello Aliberti, che anche grazie all’impulso di Enrico Coscia tra gli altri, aveva investito nella crescita della “cantera” dell’ippocampo. Rappresentava la formazione Allievi, allenata da Pasquale Viscido, nella quale militava anche Andrea Rispoli.
Una foto con il cavalluccio sul petto appena 16enne, e un dvd con una partita registrata (almeno un’era digitale fa), ad inaugurare un viaggio durato un ventennio. La Salernitana compare anche un paio di scatti dopo, a quando D’Ambrosio l’ha sfidata con la maglia del Potenza (prima esperienza tra i professionisti), in serie C (stagione 2007-2008 quella della promozione in B targata Arturo Di Napoli). Nell’immagine si intravedono anche Sasà Russo ed Ezequiel Turienzo, oltre a Raffaele Ametrano, capitano dei lucani. E poi ancora Juve Stabia, Torino, l’approdo all’Inter, le vittorie e l’iconico salvataggio con l’Empoli che l’ha reso idolo dei supporters nerazzurri, e il Monza. Ultimo capitolo di una carriera passata anche per Salerno. E ricordata con affetto anche nel giorno dell’addio al calcio giocato.


