Salernitana, brividi Faggiano: “L’incidente e il trapianto di fegato, qui per rinascere. Inglese e Torregrossa…”

La toccante intervista del ds granata: sono dimagrito 60 chili, Iervolino mi ha dato la carica definitiva

Una storia e un’intervista da brividi. Daniele Faggiano si racconta, apre il libro dei ricordi e in una toccante testimonianza resa a ā€œLa Gazzetta dello Sportā€ rivela gli ultimi anni difficili dal punto di vista sanitario. Tutto iniziato dopo la sua parentesi con la Sampdoria.

ā€œEro stanco e spossato – ricorda – credevo che fosse perchĆ© non lavoravo. Ma non era cosƬ. Se l’emoglobina deve essere a 13, la mia era a 5ā€. Poi un brutto incidente stradale nel dicembre del 2023: ā€œIn autostrada, a San Benedetto, stavo andando a Modena e mi sono rotto due vertebre. Però sono uscito dall’ospedale firmando, contro la volontĆ  dei medici. E una volta a casa, mio padre e mio suocero mi hanno rimandato a farmi vedereā€. Da qui però i primi problemi di salute: ā€œAvevo dei valori sballati, ho fatto controlli su controlli e non andava bene. I medici erano preoccupati, hanno capito che il fegato non funzionava. CosƬ ho cominciato a girare gli ospedali, sono stato ricoverato a Torino e Anconaā€. Faggiano, alto 1.90, in quel periodo pesava quasi 140 chili: ā€œLa dieta ĆØ stata la prima cosa, poi ho fatto altre cure e preso medicinali, pensavo di guarire cosƬ. SƬ parlava di trapianto, ma non era urgente. Ma non stavo bene – ricorda – e dopo la partita a Biella con la Juve Next Gen sono stato male. Grazie al dottor Ciampi dell’ospedale a Catania abbiamo capito la situazione e mi ha mandato all’Ismett a Palermo dal dottor Gruttadauria che ha preso in mano la situazione. Prima mi hanno fatto un piccolo intervento, poi ĆØ diventato urgente il trapiantoā€.

Lo scorso Natale il trapianto: ā€œUn calvario, pensavo di non uscirne. Momenti bui, non li auguro a nessuno. Sono stato 100 giorni in ospedale, avevo vicino mia moglie Giorgia e i miei genitori, la mia forza. Come il Catania, da Pelligra e Grella a tutti i tifosi. Ho provato dolore, rabbia. Una volta non capivo perchĆ© negli ospedali le finestre sono chiuse, me ne sono reso conto quando volevo aprirne una e scappare. Ma pensavo alla famiglia, alla bambina, agli amici veri che hanno sofferto con me e mi sono sempre vicini: sono venuti a trovarmi Perinetti, Ausilio e Baccin, poi giocatori come Torregrossa e Ingleseā€.

Ora la Salernitana: ā€œIl presidente mi ha dato la carica definitiva. Lui ne ha tanta! E me l’ha trasmessa. Il lavoro ĆØ la medicina migliore. Serie C? Il girone ĆØ tosto, oltre a Catania e Benevento ci sono anche Cerignola, Crotone, Monopoli, Potenza, e poi l’Atalanta U23. Spero di trasmettere la mia carica alla squadra. Essere qui mi ha dato forza e ora affronto questo impegno con l’entusiasmo di prima. Anzi più di prima, come se fossi resuscitatoā€.

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