Danilo D’Ambrosio ha detto basta con il calcio giocato. A 37 anni, scottato dalla retrocessione con il Monza e senza più forze mentali per ripartire, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. Una storia meravigliosa, partita da Caivano, sviluppatasi nel vivaio della Salernitana per poi innalzarsi nel cielo d’Italia e toccare vette altissime con le esperienze con l’Inter e la maglia della nazionale. Un’avventura, quella in granata, ricordata anche nel suo lungo post di commiato al calcio pubblicato sui social.
Nell’intervista pubblicata questa mattina sulle pagine de “Il Mattino”, il difensore napoletano ha raccontato però l’esperienza condivisa con il fratello Dario ai tempi della sua avventura nel vivaio della Salernitana: “Dario ĆØ il mio gemello e abbiamo condiviso lāinizio del percorso. Nelle giovanili della Salernitana eravamo insieme e mi ĆØ stato di grande aiuto. Poi le strade si sono separate, ma il legame ĆØ rimasto indissolubile. Da piccolini litigavamo ogni minuto, ora siamo inseparabili. Anche perchĆ© come dicono gli amici di Caivano, sono rimasto Danilo e non sono mai diventato DāAmbrosio. Anche quando ho coronato il sogno di giocare in serie A o indossare la maglia dellāInter”.Ā
Seguici su
Aggiungi calciosalernitana.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


