Dopo Casarano un tratto di gara con la Cavese. Giuseppe Raffaele ha schierato nuovamente la sua Salernitana con la linea difensiva a quattro, optando per una sorta di 4-4-2 iper offensivo dopo l’ingresso di Achik, poi decisivo.
Una mossa, sperimentata già domenica scorsa e che pure ha pagato i suoi frutti con la rete di Quirini nel finale, per riempire l’area di rigore nel momento dell’arrembaggio ma soprattutto per far spiovere il maggior numero di palloni possibili negli ultimi metri di campo. Soprattutto perché la Salernitana è prima per distacco per gol arrivati da colpo di testa, segno di una squadra strutturata e letale sul piano della fisicità.
Difficile tuttavia che il trainer granata si discosti all’inizio dal 3-5-2 o 3-4-1-2 sperimentato con la Cavese, anche per non sacrificare troppo gli esterni di spinta e di assoluto valore come Villa e lo stesso Quirini. Di certo, però, in situazioni di emergenza, con due punte di peso come Inglese e Ferrari, la soluzione potrà tornare sicuramente di nuovo utile a gara in corso per la Salernitana.
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Così dovrebbe giocare sempre