È difficile trovare gare capaci di regalare colpi di scena tra intrecci, rivalità, e retroscena come quelli che le sfide tra Salernitana e Foggia hanno saputo fare. E non solo per un’inimicizia storica e radicata come quella tra le due tifoserie, o per le storie che legano a doppio filo personaggi come Pasquale Casillo o Delio Rossi, Carlo Ricchetti solo per dirne alcuni.
E’ il 6 marzo 1996. L’ultimo successo granata allo Zaccheria risale a 30 anni fa, e vede suo malgrado come protagonista anche il Profeta di Rimini, reo di aver “salutato” la Bersagliera dopo due stagioni entusiasmanti ma chiuse con l’amaro in bocca per la A sfumata sotto il diluvio di Bergamo, per far ritorno nella sua terra d’adozione. “Grande allenatore, piccolo uomo”, lo striscione che quasi rubò la scena alla partita, riservato dagli oltre 5mila supporters giunti nel Tavoliere delle Puglie per sostenere la formazione di Franco Colomba (in tribuna anche l’allora sindaco Vincenzo De Luca), lanciatissima verso la serie A. Tra i mattatori di quella partita, vinta 3-1, il compianto Carlo Ricchetti, autore con un pallonetto chirurgico del momentaneo 2-1, su assist illuminante di Pasquale Logarzo. Che non pago, fu decisivo con una doppietta di rigore.
Successe veramente di tutto: espulsione di Facci, granata capaci di andare due volte in vantaggio e di chiudere i conti. Prima del triplice fischio invasione di campo dei tifosi satanelli (corsi e ricorsi storici), a caccia di un confronto con i calciatori rossoneri. Quarta sconfitta di fila e retrocessione virtuale, gara interrotta per diversi minuti, dagli spalti piovve di tutto, con il serio rischio di un risultato non omologato (lo Zaccheria sarà squalificato per 4 turni). Delio Rossi sarà (altro scherzo del destino) esonerato subito dopo quel match (al suo posto un altro ex granata, la “Roccia” Tarcisio Burgnich, che salverà il Foggia con un’incredibile rimonta. La Salernitana di Colomba metterà le ali, ben 12 risultati utili di fila avvicineranno sensibilmente la squadra alla promozione, virtualmente raggiunta per pochi minuti all’ultima giornata. Salernitana avanti a Pescara, Perugia fermato sul pari dal Verona, poi cambieranno entrambi i risultati e la Bersaglierà dovrà fare i conti con un altro bruciante quinto posto.
Pochi mesi più tardi, Aliberti decise di puntare proprio sul ritorno di Delio Rossi in panchina diventato poi “Uomo ideale, allenatore geniale”, tanti gli arrivi nel biennio decisivo di numerosi calciatori da Foggia, da David Di Michele a Vincenzo Chianese, da Giovanni Tedesco ad Andrea Ivan, più tardi toccherà anche a Franco Mancini, pure lui volato via troppo presto. Foggia-Salernitana non sarà mai una partita come le altre…
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Presente
E chi si dimentica, ero lì.
Me la vidi bruttissima.
2 rigori di Logarzo e gol di Ricchetti.
A loro segnò su rigore Sciacca!
In avanti Ferrante-Amore giocavano.
Che centrocampo che avevamo we maronn CICCIO TUDISCO – PAOLO RACHINI- PASQUALE LOGARZO (avrebbero giocato in Serie A oggigiorno in squadre di medio-alta classifica).
Abbonanm e CARLO RICCHETTI SULLA FASCIA!!!