Ć difficile trovare gare capaci di regalare colpi di scena come quelli tra Salernitana e Foggia. Intrecci, dirigenziali e di mercato, rivalitĆ , e retroscena che poche altre sfide hanno saputo offrire. E non solo per unāinimicizia storica e radicata come quella tra le due tifoserie, o per le storie che legano a doppio filo personaggi come Pasquale Casillo, Delio Rossi o Carlo Ricchetti solo per dirne alcuni.
Lāultimo successo granata allo Zaccheria, vede suo malgrado come protagonista anche il Profeta di Rimini, reo di aver salutato la Bersagliera dopo due stagioni entusiasmanti ma chiuse con lāamaro in bocca, per far ritorno nella sua terra dāadozione. Era il marzo del ’96, (da allora i successivi incontri regaleranno cinque ko e un solo pareggio). Uno striscione a caratteri cubitali recita: āGrande allenatore, piccolo uomoā, Ā quasi rubando la scena alla partita: ĆØ il “bentrovato” riservato al freschissimo ex allenatore dagli oltre 5mila supporters giunti nel Tavoliere delle Puglie per sostenere la formazione di Franco Colomba (in tribuna anche lāallora sindaco Vincenzo De Luca).
Tra i mattatori di quella partita, vinta 3-1, il compianto Carlo Ricchetti, autore con un pallonetto chirurgico del momentaneo 2-1, su assist illuminante di Pasquale Logarzo. Che non pago, fu decisivo con una doppietta di rigore. Giornata raccontata dallo stesso protagonista in un’intervista rilasciata al Quotidiano Linea Mezzogiorno.
āFu una partita superlativa, una grandissima prestazione da parte nostra, ricorda lāex centrocampista oggi allenatore originario di Rofrano -. Ebbi la gioia di mandare in rete Carlettoā¦ā. La sfida (corsi e ricorsi storici) fu segnata da unāinvasione di campo di una decina di supporters rossoneri intenzionati a contestare i propri calciatori. āFu una gara particolare, restammo anche in dieci per lāespulsione di Facci, la sfida fu anche sospesa per intemperanze ma per fortuna fu omologato il risultato, ho rischiato di perdere una doppietta tra le più importanti della mia carriera. Di Ricchetti ho un ricordo davvero speciale, quando una persona scompare si tende sempre a parlarne bene, ma mai come nel suo conto ĆØ doveroso. Sorridente, umile, sempre pronto ad aiutare gli altriā. Quel successo fu uno dei più brillanti di una serie di undici risultati di fila senza sconfitte, che lanciò la formazione di un semi-esordiente Franco Colomba a pochi minuti dalla serie A. āE in effetti nellāultimo turno per un poā di tempo ci trovammo virtualmente promossi, poi tutti sanno come ĆØ finita Perugia-Verona. Arrivammo in gioco fino alla fine, peccato che non cāerano i playoff, perchĆ© eravamo una squadra davvero forte e potevamo dire la nostra contro qualsiasi avversario. Resta però unāannata magica, difficile da dimenticare, e quella vittoria fu una delle più belle, in un clima infuocato e con una tifoseria esaltanteā. Lo sguardo va al presente. āHo visto diverse partite, e senza nulla togliere a Raffaele, che resta un ottimo tecnico per la categoria, con Cosmi ho visto uno scatto in mentalitĆ e personalitĆ . Servono queste caratteristiche per giocare allāArechi, non ĆØ da tutti, e nei playoff servirĆ grinta, carattere, e chi meglio di lui può trasmettere ai calciatoriā¦ā. Logarzo crede nella promozione. āCon un attacco del genere nulla ĆØ precluso, cāĆØ un parco giocatori che può fare la differenza in ogni partita, a partire da Lescanoā.
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