Petrachi, il granata nel destino: dalla doppietta alla Salernitana alle esperienze con Colantuono e Ventura…

Pronto a tornare dopo quattro anni ai box e un addio burrascoso ai tempi della Roma

La Salernitana, evidentemente, era nel destino. E non solo per i continui accostamenti del passato, quando il suo nome era sempre tra i primi a spuntare fuori per il ruolo di ds o di dg. Nemmeno per la doppietta rifilata alla Salernitana quando, da attaccante, giocava con la maglia dell’Ancona (stagione ’97-’98). 

Il neo direttore sportivo granata, infatti, ha iniziato la sua carriera di dirigente nel Pisa di Gian Piero Ventura, che sfiorò la serie A a suon di gol e 4-2-4 spettacolare. Non solo il tecnico scelto da Lotito e Mezzaroma nell’anno del Centenario, ma anche Alessio Cerci, meteora granata straripante invece all’ombra della Torre, e Denilson Gabionetta. 

Sono nove invece gli anni in granata, ma sponda Torino, dove arriverà nel 2009, con Stefano Colantuono in panchina (i due si ritroverebbero in Campania). Poi di nuovo Ventura, per un ciclo che porterà il Toro in Europa, tanti i calciatori acquistati a zero o pagati pochi milioni e rivenduti a cifre importanti, su tutti i vari Glik, Darmian, Cerci, Zappacosta, Belotti. 

Dopo l’addio al granata, l’anno alla Roma, iniziato con entusiasmo e terminato prima del tempo tra infinite polemiche e colpi di coda dal punto di vista giuridico. 

Al termine della stagione, dopo un’intervista dell’allora proprietario del club Pallotta che ringraziava tutti, dai calciatori ai magazzinieri, senza citare Petrachi, il ds di origini pugliesi mandò un duro messaggio che gli costò prima la sospensione e poi il licenziamento immediato, venendo sostituito negli ultimi mesi dopo esser stato di fatto esautorato da Morgan De Sanctis (che andrà a Palermo dove sembrava destinato proprio Petrachi). Dopo aver intentato una querela verso il club capitolino, inizialmente accolta dal tribunale, nel 2023 l’esito viene ribaltato in appello e Petrachi è costretto a restituire cinque milioni di euro il valore al lordo dei due anni di contratto che gli rimanevano prima dell’addio burrascoso, e non voluto. 

Chiamato “Mister Parametro Zero” da Urbano Cairo, anche a Roma metterà a segno colpi importanti. Prestiti onerosi con diritto di riscatto per Smalling, Mancini, ma soprattutto Mkhitaryan, non è escluso che anche la capacità di cavare ragni dal buco, per la Salernitana chiamata a rispettare il paletto della sostenibilità, sia stato un jolly in più a suo favore. Oltre alla carica, l’enorme voglia di tornare in pista, dopo quattro anni fuori dai giochi. 

Redazione

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