Il compleanno del dolore, uno dei più tristi. La Salernitana soffia su 105 candeline, ma lo spirito di festa è inevitabilmente minato dallo sconforto. E non per l’aspetto meramente sportivo, pure mortificante, quanto per i tre cuori granata scomparsi in una decina di giorni di un giugno maledetto.
Impossibile non pensare allo storico tifoso Armando Mainardi, al magazziniere della Salernitana Gerardo Salvucci, al presentatore e giornalista Gianni Novella, gente per cui l’ippocampo, e l’appartenenza che è parola chiave di questo compleanno, erano autentici capisaldi delle rispettive esistenze.
L’amore come unica medicina, quello stesso amore per il colore granata, quello stesso amore che oggi, come ogni 19 giugno, sarà professato non solo nei pressi di Piazza Casalbore e del Vestuti, ma in tanti angoli della città.
Una città che si è unita nel dolore e nel rispetto per tre morti drammatiche e premature, una città che anche grazie, se non soprattutto, alla Salernitana, sa riscoprirsi comunità, anche famiglia.
E come ogni famiglia, anche nei momenti più bui, c’è sempre spazio per un ricordo da tirare fuori per provare a sorridere ripensando ai momenti più significativi e intensi vissuti insieme. Molti, moltissimi dei quali, per Armandino, Gerardo e Gianni, e per chi li ha amati, erano, sono e saranno per sempre legati alla Salernitana. E allora tanti auguri Bersagliera, soffia forte su queste 105 candeline, magari un anelito spirerà direttamente dalla Curva del cielo, i tre cuori granata scomparsi troppo preso non potranno che brindare da lassù…


