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Salernitana, ecco Paulo Sousa: “Trasformare la paura in coraggio, senza non si vince”

Le prime parole del nuovo tecnico granata: “Vogliamo che i nostri tifosi siano orgogliosi e rappresentarli in campo”.

Ecco Paulo Sousa. Il tecnico della Salernitana si presenta ai cronisti alla vigilia del suo debutto sulla panchina granata e al suo ritorno in serie A dopo oltre duemila giorni dopo l’ultima volta, quando guidava la Fiorentina. Prima delle domande è lui stesso a presentarsi.

“Sono felicissimo di essere qua, per un progetto che è a immagine del presidente, sono qui sopratutto per lui e per il direttore, che credono in una Salernitana a un livello che loro hanno in testa, io sono qui per aiutarli a raggiungere questo livello”. 

Sul sistema di gioco:

Più dei moduli si parla di concetti e di idee, il mio collega Nicola ha lavorato tanto con questa squadra, mi piace vedere tanto una squadra intensa, corta, soprattutto dal punto di vista mentale. Pressione, questa squadra quando non ha la palla deve volerla. Capacità di controllo del gioco con il pallone, qualcosa di molto difficile in questo momento, subito con la Lazio, e quello che è stato il passato recente, gli errori ci saranno, ma si deve continuare sulla strada di avere quando abbiamo la palla ampiezza, profondità, gestione del possesso. Per me questa squadra a livello di attaccanti tra le migliori del campionato, ha qualità, varietà. Dobbiamo migliorare tantissimo in avvio di costruzione, più del sistema, dei tre o dei quattro in difesa, anche se questa squadra è stata costruita per il 3-5-2, non vogliamo buttare tante cose buone che sono state fatte. Valencia avrà un grande futuro, Dia purtroppo non ci sarà, speriamo per Monza, ma è fondamentale per noi, vorremmo convincerlo a restare l’anno prossimo con noi. Gli attaccanti in ogni caso devono giocare più vicini alla porta ed essere felici di pressare, perché potranno incrementare il loro numero di gol.

Capitolo portiere:

Ieri ho parlato con entrambi per anticipare la questione, soprattutto in questo momento tutti devono essere disponibili, loro hanno caratteristiche diverse, in questo momento dipende da quello che fanno durante la settimana. Prenderemo di volta in volta la decisione sul portiere, non ci sarà un titolare al momento. Memo Ochoa viene qua per competere come è ovvio. 

Condizione fisica:

Lavoro su una metodologia che va su quattro aspetti: fisico, mentale, tecnico e tattico. Il primo su cui lavoreremo è quello mentale, per essere pronti, vogliamo raggiungere il prima possibile la salvezza, abbiamo bisogno di giocatori pronti anche a fare gli errori cui non sono abituati, è un momento molto delicato. Io chiedo altre cose e non voglio comparare con il passato, tutti i miei colleghi in Italia sono tutti bravi. Tornando alla Lazio Sarri è uno dei più preparati e di quelli che stimo di più, ho dato qualche input strategico per la partita, ma pensando più alle dinamiche della nostra squadra. Dobbiamo avere voglia, dare orgoglio ai nostri tifosi, devono sentirsi rappresentati in campo, si possono avere difficoltà, ma si deve lavorare e correre.

Sulla sua scelta:

Non mi ha cercato solo lo Spezia, ma anche tante altre squadre internazionali, con la possibilità di giocare in Champions l’anno prossimo. Dovremo trasformare la paura in coraggio, se hai paura non si vince, per far questo si dve correre anche se c’è poco tempo per capire principi tattici, la base è correre. Nessuna tabella punti, voglio arrivare al più presto possibile a quota 36, poi penseremo ad altre cose. Credo molto nei giocatori che abbiamo, specie in ottica futura. Salerno è una città di passione, abbiamo bisogno dei tifosi. Se parliamo di risultati siamo in difficoltà, ma non dimentico una parola amica a Nicola per quello che è riuscito a fare lo scorso anno, una salvezza storica, ho già giocato contro di lui, so le difficoltà che sa creare agli avversari, ma era un momento delicato e per questo la società ha voluto prendere una strada diversa. Io sono fiducioso di poter aiutare le idee di presidente e direttore sportivo. 

Su Ribery:

E’ un ragazzo speciale, tutti lo conoscono meglio di me, ragazzo sensibile, si vede il suo valore umano. Ha bisogno di riorganizzare le sue idee, noi come società sarà dentro come altri ragazzi che erano già in società, per aiutarci. Proverò ad aiutarlo anche con la mia esperienza, credo che vorrà diventare allenatore in un futuro prossimo, lo aiuteremo fino a quando sarà con noi. 

Su Bohinen: 

E’ un importante, gli ho parlato ieri, l’infortunio l’ha condizionato tanto sui duelli e sui contrasti, ma deve migliorare perché ne abbiamo bisogno. Ha tante qualità, ma anche tante mancanze, e ne ho parlato con lui. Dobbiamo migliorare e intervenire per dare continuità, lo aspettiamo perché ci dovrà dare una mano. 

Sui giovani in rosa:

C’è molto potenziale, io non faccio differenza tra giocatori con una certa età o altri più giovani, ci sono esperienze diverse, il giovane può essere pronto o no, commetterà alcuni errori, ma investo su di loro, per me il fuoco principale è il giocatore, lo analizzo caratterialmente e collettivamente. Ho accettato anche in funzione di un progetto. 

Sulla piazza:

Difficile trovare una piazza passionale come questa, tante altre città tifano per altre squadre oltre quella della loro città, qua si tifa solo Salernitana, e questo aiuta a creare un progetto ambizioso, sono sicuro che domani spingeranno tantissimo, proporranno le condizioni ai nostri giocatori per raggiungere la salvezza il più presto possibile. In casa avremo sempre un giocatore in più, ma anche fuori, ero presente a Verona, ho visto qualcosa di straordinario. 

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