L’esterno: “Nell’ossessione che ho per il calcio ho trovato la forza di non mollare mai”
“Canterò una canzone sotto la Curva Sud Siberiano”. La promessa porta la voce di Pasquale Mazzocchi. La condizione? La salvezza con la Salernitana, obiettivo da centrare il prima possibile per iniziare ad immaginare il futuro. L’esterno napoletano sogna di chiudere i conti con la sfortuna a Torino. Una stagione tribolata, iniziata con l’infortunio al ginocchio dopo la gioia della prima presenza con la Nazionale, motivo di vanto anche per il “suo” comune di Barra, in provincia di Napoli. “La mia presenza con la maglia dell’Italia è stata una soddisfazione personale ma anche per l’intero quartiere da cui provengo – le parole in un video per uno sponsor della Salernitana -. Sono sicuro che questo sia solo un punto di partenza, ho ancora tanto da fare. Soprattutto dopo gli infortuni di quest’anno, in particolare quello al ginocchio che mi ha lasciato il segno: ho pianto tanto, ho sofferto con la mia famiglia ma poi ho capito che serviva il mio apporto alla squadra. E’ nell’ossessione che c’è la forza di non mollare mai”.
Incrociano le dita anche i tifosi, con il popolo granata che ha innalzato Mazzocchi a vero e proprio idolo. Per combattere la sfortuna, alla vigilia della sfida con l’Inter, un tifoso gli regalò al Centro Sportivo Mary Rosy anche un cornetto portafortuna, un buon auspicio per un finale di stagione da vivere da protagonista. Perché se è vero che la Salernitana ha bisogno del vero Mazzocchi, anche l’esterno di Barra deve tanto alla società granata. La memoria va al gennaio 2022, alla chiamata del ds Sabatini che puntò forte sul laterale napoletano per provare il miracolo salvezza. “Ero a Venezia quando è arrivata la chiamata del direttore – ricorda Mazzocchi -. Non ho esitato un attimo: ho subito chiesto al mio procuratore di portarmi a Salerno perché ero sicuro che avremmo centrato la salvezza. Poi c’è voluto tanto lavoro e soprattutto i risultati che ci hanno permesso non solo di credere ma di agguantare un risultato storico. Ci sono state tantissime emozioni, sia positive che negative. Quest’ultime sono state fondamentali perché ci hanno dato le energie per fare qualcosa di memorabile, che verrà ricordato anche nei prossimi anni”.
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