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Salernitana, che entusiasmo per il libro di Prati: sala gremita per ricordare “Pierino la Peste”

Il messaggio di Walter Sabatini

Salerno si riscopre e si racconta, nel ricordo di uno dei più grandi calciatori ad aver vestito la maglia della Salernitana. Merito di “Pierino la Peste”, che probabilmente da lassù se la sarà risa di gusto. Aneddoti, curiosità, retroscena di una città e di un’intera generazione di bambini, oggi uomini adulti, cresciuti nel mito del Golden Boy del calcio italiano, Pierino Prati. 

Il figlio Cristiano ha deciso di ripercorrere con un libro la carriera e le gesta del primo e unico attaccante italiano in grado di segnare una tripletta in finale di Coppa dei Campioni, capace di vincere tutto dopo aver iniziato nel calcio professionistico proprio con la Salernitana. 

Il lavoro, edito da Urbone Publishing, scritto dal giornalista Remo Gandolfi e dal figlio dell’attaccante di Cinisello Balsamo, presentato nel pomeriggio di ieri al Salone del Gonfalone del Comune di Salerno, contiene molti degli aneddoti raccontati da chi li ha vissuti quasi 60 anni fa in prima persona. L’evento moderato da Alfonso Maria Avagliano ha visto la partecipazione del presidente della Commissione Sport Rino Avella, oltre che del delegato provinciale Coni di Salerno Paola Berardino e di Gianfranco Coppola, presidente nazionale USSI. 

Numerosi gli interventi dei tantissimi tifosi presenti in una sala gremita per ricordare una leggenda dello sport italiano, protagonista della promozione in serie B granata del ’65-’66, tra racconti di un calcio epico, fatto di angosce dopo il terribile infortunio, speranze, e una passione già allora tracimante. 

Arrivato ragazzino, Prati diventò uomo all’ombra del Vestuti, dove di ritorno da una doppietta, la prima alla Salernitana, rifilata al Lecce, gli furono letteralmente stracciate le maniche della giacca per il troppo affetto dei sostenitori granata. Senza dimenticare le passeggiate sul Lungomare per provare ad accelerare la guarigione dopo la rottura di tibia e perone, cura disperata del compianto masseur Bruno Carmando. 

Presente anche una delegazione dell’U.S. Salernitana 1919, composta dal team manager Sasà Avallone, dalla bandiera granata Luca Fusco, e da Pietro Bergamini, fidato collaboratore di Walter Sabatini. Al figlio Cristiano è stata donata una maglietta ufficiale con il numero 9, il dg dell’ippocampo, che ha firmato la prefazione del libro e impossibilitato a prender parte all’evento, ha affidato allo stesso Bergamini un messaggio personale. “Pierino ti ho voluto bene, eri un ragazzo speciale. Campione e uomo di successo. Sei e sarai sempre Pierino la Peste. Quello capace di segnare una tripletta in finale di Coppa dei Campioni. Milan-Ajax 4-1!”. 

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