Nwanwko Simy al centro del dibattito. L’attaccante nigeriano è stato infatti tirato in ballo nel giro di poche ore prima dal presidente del Benevento, Oreste Vigorito, che dall’ex direttore sportivo della Salernitana, oggi alla Lazio, Angelo Fabiani.
Prima è toccato al patron dei sanniti, ospite alla puntata di Ottogol dello scorso 11 novembre, che interpellato sull’età media e sulle ambizioni del club, attualmente in serie C, è tornato anche sulle spese sostenute per diversi giocatori con una carriera importante alle spalle e ingaggi onerosi percepiti.
“Quando siamo retrocessi dalla B il nostro centravanti era Simy. Per un campionato intero non ha fatto un tiro in porta, non è che ha tirato e i portieri paravano, non ha mai tirato, mai. Eppure veniva dalla serie A, aveva realizzato 15-20 gol. Guadagnava anche uno stipendio importante, io pagavo 500mila euro di stipendio, lui guadagnava un milione netto, l’altra metà la pagava dalla Salernitana (era in prestito, ndr)”.
Nel corso della puntata di Zona Cesarini di giovedì sera, invece, è stato Angelo Fabiani (qui le sue parole su Iervolino e Petrachi), a trattare l’argomento Simy.
“Lo dico apertamente, è nel mio costume, io non avrei mai speso quei soldi per Simy. Tutti ricorderete che io ho gestito la Salernitana da un punto di vista tecnico, ma sopra di me avevo un amministratore messo dalla proprietà, o dai trustee, sia Lotito che Mezzaroma a un certo punto sono usciti dai radar. Il Generale Marchetti, all’epoca amministratore, voleva portare un nome ad effetto a Salerno, Simy ricordo a tutti che l’anno fatto tanti gol nella categoria e lui diede il benestare e l’assenso. Ho fatto due viaggi a Crotone in compagnia del mio collaboratore Bianchi, io non ero convinto, però si doveva fare qualcosa di importante per gli abbonamenti, per dare una risposta. Ma vi posso garantire che, al di là della stima che posso avere per il calciatore e per l’uomo, probabilmente io in quel momento non avrei fatto una spesa di quel genere. Magari ne ho fatte tante altre, anche io, sbagliate, però è anche giusto che ognuno si assuma la propria responsabilità delle scelte”.


