La sfida del cuore. Gian Marco Ferrari si prepara ad un sabato speciale. Nel tunnel che lo porterĆ verso il prato del Mapei Stadium il numero 33, non solo non sarĆ il primo a guidare la sua squadra come ha ripetuto per anni con la maglia del Sassuolo, ma prenderĆ posto dalla parte degli avversari. RiaprirĆ il libro dei ricordi il leader difensivo della Salernitana, bandiera neroverde ammainata dopo la delusione fortissima per una mortificante quanto inaspettata retrocessione in serie B. Troppo grande il boccone amaro da ingoiare, cosƬ come mal digerite le critiche arrivate dallāambiente dilaniato da unāannata sportivamente choc.
Come riporta “La CittĆ di Salerno”, nonostante la tardiva proposta di rinnovo, Ferrari ha deciso di sfilarsi dal braccio la fascia da capitano che aveva ereditato da uno dei pilastri del miracolo Sassuolo come Francesco Magnanelli. Il curriculum parla di 194 presenze in neroverde condite da 7 gol e 8 assist. Anche la gioia di vestire la maglia della nazionale nella sfida amichevole con il San Marino nel maggio 2021 con tanto di gol nel 7-0 finale.
Ora però il presente si ĆØ colorato di granata, accettando la corte sfrenata del direttore sportivo Gianluca Petrachi, dopo esser stato sedotto e abbandonato nei primi giorni di luglio dalla Cremonese e senza alcuna offerta convincente dalla serie A. CosƬ, il gigante di Parma ha deciso di rimettersi in gioco ripartendo da una piazza calda, delusa ma allo stesso tempo innamorata come quella di Salerno, ritrovando la cadetteria otto anni dopo lāultima volta: era il maggio 2016 quando il Crotone, battendo lāEntella, salutò la serie B per festeggiare la promozione. Un volo che ha permesso a Ferrari di entrare nellāelite del calcio nazionale e di non mollarlo più.
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