Giugliano-Salernitana, di seguito le pagelle granata:
Donnarumma 7,5. Parata fantascientifica su Prado, di quelle che può valere una stagione. In precedenza era stato attento sulla zuccata di Del Fabro, soffiando poi sul bolide di poco a lato di Borrello. Ma è decisivo nel finale, poco prima della raddoppio della Salernitana. C’è tanto di suo in questa vittoria.
Cabianca 6,5. Sempre tra i migliori. Prima una gran sventola dalla distanza, poi una girata alta da ottima posizione, ma d’altronde non è il suo compito quello di segnare. Prima di un ko fisico che lo mette fuori causa un recupero difensivo da applausi.
Dal 18’ st Matino 5,5. Nemmeno il tempo di entrare che si becca un giallo che limita la sua irruenza. Bravo a murare un destro di D’Agostino, ma rischia tanto con una trattenuta nel finale su Njambe.
Golemic 6,5. Solido e attento. Gestisce senza troppi affanni lo scatenato Nepi, che segna solo dalla distanza trovando un destro forte e preciso. In area di rigore non commette errori, segno che anche la condizione fisica è in crescita.
Frascatore 5,5. Mancino educato, dopo il buon subentro con l’Atalanta Under 23 Raffaele lo getta subito nella mischia. Segno che si aspetta tanto dall’ex Avellino, che ha bisogno senza dubbio di ritrovare minutaggio e condizione. Cala alla distanza e il finale è sofferto.
Villa 6. Parte largo a destra (dove recrimina per un rigore negato dal FVS), poi diventa mezz’ala, infine ritorna al ruolo originale. Prima dell’intervallo sfiora la rete con un inserimento preciso, ma il suo tiro viene deviato in corner.
Quirini 5. Confermato ancora nel ruolo di interno, ma questa volta sembra capirci davvero poco. Spesso gira a vuoto, poi ci mette pure un paio di errori in impostazione. Raffaele lo riporta sull’out destro per provare a rimetterlo a suo agio, e qualcosa di buono si vede. Troppo poco.
Dal 1’ st Ubani 5,5. In realtà non va molto meglio rispetto al suo predecessore. Anche perché la Salernitana spinge soprattutto sulla corsia opposta, senza che lui riesca mai a piazzare un’accelerazione degna di nota.
Capomaggio 7. L’unico calciatore di movimento a restare sempre in campo, l’unico vero insostituibile del tecnico granata. Ma d’altronde con un assist del genere, alla Redondo, è difficile dargli torto. Letture e giocate da categorie superiori.
De Boer 6. Poco appariscente, ma in ogni caso ordinato e applicato. Ritrova una maglia da titolare che gli mancava dalla trasferta di Cosenza, lui risponde presente. Tante cose utili e di sostanza.
Dal 39’ st Varone SV.
Anastasio 6. Un cross al bacio per Inglese che di testa impegna il portiere avversario, poi anche una bella percussione con scarico per Villa, pure vicino al gol. Nel mezzo una punizione fuori misura, ma la prestazione è sicuramente sufficiente.
Dal 1’ st Tascone 5,5. Entra per dare più ritmo e passo alla mediana granata, ma con il passare dei minuti tuttavia è proprio il centrocampo del Giugliano a venir fuori. Anche tecnicamente poco pulito in alcune situazioni.
Ferraris 7,5. Non solo il gol (il secondo di fila), che è un gioiellino. Una serie di giocate da calciatore destinato a ben altre platee, compresa l’iniziativa personale sulla rete del 2-1 finale. Il tutto correndo a perdifiato fino al triplice fischio. Prestazione eccellente, per qualità e abnegazione.
Inglese 6. Ci prova di testa, e trova la risposta di Russo, poi stampa la traversa dopo un aggancio volante da urlo, ma viene pescato in fuorigioco. Nella ripresa altri tentativi, che pure però non trovano fortuna. Esce dopo aver accusato la fisiologica stanchezza figlia del calendario intasatissimo.
Dal 22’ st Ferrari 7. Si avventa con fame e senso della porta sulla respinta del tiro di Ferraris trovando in spaccata una rete pesantissima, che vale la quinta vittoria consecutiva ma soprattutto un’iniezione di fiducia importantissima per il Loco, che può diventare alternativa di lusso.
All. Raffaele 7. Salernitana che dopo il gol a freddo riesce a reagire e dominare immediatamente. Trovato il pari, il resto di gara sembrerebbe il preludio al raddoppio. Invece nell’ultimo terzo di gara la squadra accusa la stanchezza, rischiando anche di perderla. E invece la zampata di Ferrari (altro cambio vincente), gli regala il pokerissimo.



Non voglio fare il professore, ma de Boer a Cosenza non giocò titolare…