Nessuna intenzione di far retromarcia o passo indietro. L’intenzione di cedere la Salernitana resta forte nella testa e nelle idee di Danilo Iervolino. Intenzioni rafforzate dalle operazioni di raccordo tra le parti di Maurizio Milan, presidente del club granata, e dell’advisor Massimo Sarandrea, che cura gli interessi di Cristiano Rufini.
Dopo la frenata degli scorsi giorni i due principali protagonisti della trattativa hanno sensibilmente accorciato la distanza che si era venuta a creare, e la sensazione è che l’affare abbia ripreso vigore e possibilità di giungere a conclusione (con Sarandrea che potrebbe essere coinvolto anche con ruoli apicali nella futura dirigenza in caso di acquisizione da parte del leader di Olidata attraverso la Antarees srl).
Riavvicinamento forte nelle scorse ore, dopo l’appello di Iervolino alla politica, la risposta di De Luca e lo striscione della Curva Sud Siberiano, ora un nuovo capitolo. Rufini dovrà nel giorno del rogito versare il 25% dell’aumento di capitale, cifra che si aggira su 1,25 milioni. Solo dopo la firma dell’accordo definitivo arriverebbe la verifica della Figc, con sguardo proiettato poi alle fideiussioni.
Iervolino venderà ad un prezzo simbolico: 1 euro. A questo si aggiungono due clausole: 6 milioni da incassare, se la Salernitana fosse promossa in B. L’acquirente dovrà riconoscerne 15, invece, in caso di promozione in serie A. E corrispondere a Iervolino il 20% sulla futura rivendita.
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