Salernitana, dalla panchina pochi segnali: i cambi non incidono

Cosmi punta sempre sugli stessi uomini, ma il ventaglio delle scelte non si allarga

Un vestito tattico consolidato, gerarchie da qualche settimana ben delineate. La Salernitana di Serse Cosmi sembrava aver trovato la sua strada, grazie a un modulo, il 4-4-2, lanciato contro la Cavese e mai più abbandonato.

I 94’ di Crotone senza grandi sussulti ma soprattutto l’ora di gioco in superiorità numerica senza mai pungere gli avversari un campanello d’allarme importante. La Salernitana si è spenta, tra la supponenza denunciata da Cosmi e qualche segnale di stanchezza, di una lucidità venuta meno nel momento topico della partita. Anche dalla panchina, però, non è arrivato alcun sussulto per provare a cambiare inerzia al match.

Almeno al momento, le rotazioni mancano, quantomeno nelle ipotetiche mosse per azzannare l’avversario a gara in corso. Gyabuaa, seppur più coinvolto, al momento non riesce a garantire l’apporto di Tascone e Vitale (che non hanno potuto mai rifiatare). Varela Djamanca con spazi chiusi fatica a carburare ed essere un fattore come dimostrato nelle scorse settimane. C’è poi Lescano, al momento lontano parente del bomber capace di decidere le partite con il suo fiuto del gol. Per Cardoni pochi spiccioli di gara, per Bevilacqua nemmeno quelli. Serve ripartire, andare oltre le gerarchie, provare a rovesciarle,. In attesa del miglioramento delle condizioni di Capuano e De Boer, i cui rientri possono essere decisivi per allagare il ventaglio delle scelte, senza dimenticare Heinz e Djibril, ancora ai box.

Redazione

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