Catania-Salernitana 2-0, di seguito le pagelle granata:
Donnaurmma 5. Valuta male la posizione sul siluro di Cicerelli, che calcia comunque una gran posizione. Forse un paio di passi in avanti lo beffano. Si fa infilare sul suo palo in occasione del raddoppio di Forte (tutto solo), ha almeno il merito di evitare più volte il tris degli etnei.
Coppolaro 5,5. Chiude da terzino, con più d’una difficoltà. In precedenza aveva presidiato piuttosto bene la zona di competenza, almeno fino al gol di Cicerelli. Poi la punizione che sblocca il match rimette in discussione tutti gli equilibri. Dal 35’ st Quirini 4,5. Disastroso. Una serie di cappellate consecutive da horror. Non ne indovina nemmeno una, tra passaggi sbagliati, controlli difettosi e scivoloni. Per poco non regala il tris al Catania.
Golemic 4,5. Mura con una grande scivolata il tiro a botta sicura di Forte, e sembra poter reggere. Nella ripresa però regala di fatto il bis al Catania con un doppio clamoroso errore che lascia campo aperto all’attaccante rossoazzurro. Una mazzata che taglia le gambe alla squadra.
Anastasio 5,5. Ex della partita, ci tiene a fare bene. Buon palleggio nella fase migliore del match per la Salernitana, ci prova anche da punizione ma Inglese si trova sulla traiettoria del suo mancino. Quando il Catania spinge dalle sue parti non manca qualche dolore. Dal 24’ st Matino 5,5. Entra quando la Salernitana ha ben poco da difendere, ma va più vicino il Catania al tris che la sua squadra al gol che riaprirebbe la partita.
Ubani 4,5. Altra conferma dopo la buona prova di Monopoli, l’impatto con il big match è a dir poco cocente per lui. Forse intimidito, ma è poco preciso e piuttosto confusionario. Tre gravissimi errori nel primo tempo, l’inizio di ripresa spinge Raffaele a richiamarlo in panchina. Dall’8 st Achik 5. Tanto fumo, pochissimo arrosto. Prima da quinto, poi da esterno sinistro, ci mette anche la buona volontà ma non riesce a trovare uno spunto degno di nota. E col passare dei minuti si perde pure lui…
Capomaggio 5. Rischia tantissimo con un intervento molto duro su Di Tacchio, complice anche una scivolata che aumenta l’impeto della sua entrata. Tutti i palloni passano dai suoi piedi, ma questa volta lucidità e precisione vengono meno il più delle volte.
Tascone 5. Costretto a correre a perdifiato, forse soffre la mancanza di un’altra mezzala in mediana. Commette lui il fallo da cui nasce il gol dell’1-0 di Cicerelli, ma la punizione assegnata sembra a dir poco discutibile. Dopo aver perso Lunetta rimedia negandogli la rete.
Villa 6. Uno dei pochi a non deludere le aspettative. Prova almeno a scuotere i suoi con un siluro mancino da distanza siderale che costringe Dini al volo in tuffo. Non sarà brillante come in passato, ma fa sentire comunque la sua presenza sulla corsia di competenza.
Ferraris 6. Il migliore del tridente, nonostante il suo arretramento limiti notevolmente le sue potenzialità. Lui prova ad eseguire il compito con generosità, ma perde freschezza e pericolosità, giocando troppo lontano dalla porta. Dall’unica occasione a tiro, ne esce fuori una conclusione senza veleno.
Dal 25’ st Knezovic 5. Nessuna traccia del suo ingresso in campo, vaga per il campo senza sapere bene dove posizionarsi per toccare qualche pallone e cercare una giocata che possa riaccendere la squadra. Non il miglior modo per riconquistare terreno nelle gerarchie.
Ferrari 5. Gira a vuoto, spesso fuori dai radar. Anche quando la Salernitana sembra tenere bene il campo lui non si vede praticamente mai, se non per qualche sportellata con i difensori avversari. Troppo poco per sostenere un attacco così “pesante”.
Dal 24’ st Liguori 5,5. Un colpo di tacco e poco altro, nonostante il passaggio al 4-2-3-1. Il suo rientro è però la notizia più importante.
Inglese 5. Subissato dai fischi, invece di tirare fuori gli artigli sembra soffrire troppo l’accoglienza riservatagli dai suoi ex tifosi. Sbaglia un controllo elementare su un’ottima imbeccata di Villa, poi prova a scuotersi con un bel tacco per Ferraris. Troppo poco per farsi rimpiangere.
All. Ferrari 5. L’inizio è incoraggiante, ma dopo la rete (casuale) del Catania si spegne la luce. Nemmeno una reazione, anzi il pessimo ritorno in campo dopo l’intervallo, l’apporto nullo dei cambi e più di un dubbio sull’ostinazione nel riproporre un tridente forse non sostenibile al momento.


