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Salernitana, Carlo Nesti su Paulo Sousa: “Tra i tecnici più interessanti in Italia, Mazzocchi e quel tatuaggio…”

L’invitato Rai sul tecnico granata e sull’esterno napoletano: “I suoi valori di fede mi piacciono”

Paulo Sousa resta uno degli allenatori più interessanti in serie A”. Parola di Carlo Nesti, storico volto e voce della Rai, che intervistato dal Quotidiano La Città di Salerno oggi in edicola, ha parlato dell’ex centrocampista della Juventus e attuale tecnico della Salernitana.

Come giocatore nel primo ciclo di Lippi fu messo al centro del progetto Juventus, strappato da Moggi alla Roma, Umberto Agnelli ingaggiò il dirigente che portò con sé uno dei suoi pupilli. Magari non era particolarmente veloce, ma ricco di fosforo, un regista con visione di gioco, e anche un trascinatore. Come allenatore in Italia aveva cominciato bene nella Fiorentina, si è perso un po’ per strada ma resta uno dei più interessanti, lo vedo con curiosità alla Salernitana, vuole prendersi anche una rivincita a tornare in Italia. Qua si era stato consacrato calciatore di grande livello, il suo impegno sarà massimo per farlo anche da allenatore. E’ una scommessa anche per il club, la Salernitana di Iervolino alle sperimentazioni è abituata, Ribery, Sabatini, direi che questa proprietà non ha paura delle scommesse. Anche a livello di immagine, aiuta, l’entusiasmo da parte del pubblico è garantito, e credo che sia”.

Il retroscena su Mazzocchi, tra Nazionale e fede. “Il suo esordio dei mesi scorsi è un risultato importante, per la Salernitana, per i tifosi, e ovviamente per il calciatore. Un punto d’arrivo ma anche un punto di partenza, specie in una Nazionale come quella di oggi in continua fase di rinnovamento, un calciatore del genere può sempre fare comodo. E poi voglio sottolineare la sua grande fede, che me lo rende ancora più simpatico, e mi riferisco all’enorme tatuaggio del volto di Gesù dietro la schiena. Nella mia esperienza di scrittore ho pubblicato 10 libri, 5 di calcio e 5 sulla fede cristiana, essendo un credente convinto sono felice che questo ragazzo con tali valori sia arrivato a questi livelli. Ovviamente non c’è bisogno per forza di un tatuaggio, ma essendo un giovane e vedendo tanti disegni inquietanti in giro, mi fa simpatia. E’ lo specchio dell’animo. E poi i tatuaggi rappresentano quello che erano per noi i capelli lunghi negli anni ’70”.

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