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Salernitana, Mister Promozioni Castori: “Il ritorno in A cavalcata memorabile, si deve credere nella salvezza”

L'evento a Vietri sul Mare, dove l'ex tecnico granata ha vissuto per quasi due anni

“Si torna sempre dove si è stati bene”. Parola di Fabrizio Castori, accolto con grande affetto a Marina di Vietri sul Mare in occasione della presentazione della sua biografia, raccontata nel libro scritto Massimo Boccucci e Simone Paolo Ricci, Mister Promozioni.  Evento organizzato proprio nella cittadina della Costiera, dove il tecnico protagonista del clamoroso ritorno in serie A della Salernitana a oltre 20 anni di distanza dall’ultima volta ha vissuto creando un rapporto quasi simbiotico con la comunità.

“Non posso dimenticare questa splendida cittadina, dove ho passato quasi due anni, mi sono sentito a casa, quando chiamano torno sempre volentieri perché si è creato un rapporto fantastico”. 

Mister promozioni? Il titolo enfatizza la mia carriera perché ho vinto in tutte le categorie, ma nel libro si parla della passione per questo sport, all’inizio era un passatempo, poi è diventato un mestiere. C’è stata un’assunzione di responsabilità, per cercare di vivere nel mondo del calcio, c’è stato coraggio, facevo il ragioniere. E poi la riconoscenza, un valore importante, perché quando ho attraversato momenti negativi come la squalifica a Cesena per esempio, la città, la società e la tifoseria mi hanno spinto e mi sono stati vicini, non potevo tradire tanta fiducia e tanto affetto. Senso di responsabilità, sono un autodidatta, mi sono fatto da solo ma non sono mai stato abbandonato. 

Tra le pagine anche la cavalcata della Salernitana: si parla anche della mia carriera, dall’inizio in Seconda Categoria all’ultima promozione con la Salernitana, abbiamo iniziato nello scetticismo generale, non mi sono fatto condizionare, ho tirato dritto per la mia strada perché ero convinto quello che potevo fare. Lo scetticismo è stata una risorsa e no mi sono pianto addosso, abbiamo scritto un finale memorabile, fantastico. Mi è stato riconosciuto da una tifoseria fantastica, che ha un calore straordinario, ancora oggi mi trasmettono affetto”. 

Sul presente complicato in casa granata: intanto nel calcio bisogna sempre dimostrare, nel momento difficoltà è normale che ci sia scetticismo, questo appartiene alla partecipazione della tifoseria, che è molto emotiva, se le cose vanno male soffre, perché qua il calcio è una religione. Questo però si può trasformare in gioia, non bisogna abbattersi, cercando degli aggiustamenti, mai mollare e crederci fino alla fine per la salvezza. 

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