“Scusate il ritardo”. Petar Stojanovic si presenta. Il nuovo acquisto della Salernitana, dopo l’esordio in granata e la partenza nella sosta al campionato, si racconta ai tifosi nel consueto video del club.
“Finalmente sono a Salerno dopo la partita di Mantova e le gare con Nazionale della Slovenia, sono molto felice di essere qua e aiutare la squadra a raggiungere il nostro obiettivo. Non vedo l’ora di giocare davanti ai nostri tifosi, mie prime sensazioni molto buone, anche a Mantova c’erano tanti supporters, una motivazione in più. Ho guardato la partita contro la Sampdoria, una bella vittoria e un grande gruppo. Quando sono arrivato ho capito che tutti i ragazzi sono brave persone e buoni giocatori, mi piace”.
Sulle gare da avversario: ricordo la gara di Empoli, quella del rigore sbagliato da Perotti (qui la notizia del suo addio al calcio giocato), sembrava che fosse la Salernitana a giocare in casa. Gara difficile, poi il penalty fallito, ma siamo rimasti entrambi in serie A.
Sulla differenza con gli altri campionati: in Italia ho visto un calcio diverso, qua tutti vivono di questo, anche dopo l’allenamento, i tifosi aspettano per foto e autrgrafi, e poi il livello è più alto. In Croazia con la Dinamo Zagabria abbiamo vinto campionato, e giocato tanto anche in Champions League, una cosa per me molto importante. Ho giocato le mie prime partite con il Maribor, abbiamo giocato contro tante squadre difficili, per ogni giocatore è importante, si prende esperienza, ora sono più vecchio di prima e spero che posso far vedere a compagni, tifosi e mister che sono arrivato qua per fare bene e aiutare la squadra.
Sulla Nazionale della Slovenia: sono uno dei più giovani debuttanti, giocare per il proprio Paese una delle cose più importanti in carriera, emozione incredibile. Abbiamo fatto un Europeo storico, giocando molto bene, per me è la cosa più bella del mondo.
Sul ruolo: sono terzino destro ma posso giocare esterno alto, preferisco la prima posizione ma decide il mister e io provo a fare il mio massimo. Mi piace essere in ogni caso offensivo al di là del ruolo.
Sui consigli più preziosi ricevuti: a Zagabria un allenatore molto forte, Nenad Bjelica, anche il mio allenatore della Nazionale Matjaz Kek, e il mio primo in Italia, Andreazzoli.
Sul debutto all’Arechi: ho giocato in stadi molto caldi, anche a Zagabria. Quando l’ho fatto all’Arechi però ho visto una tifoseria caldissima, non vedo l’ora di iniziare, la Curva è già sold out per domenica, è sempre una motivazione in più, una carica aggiuntiva.
Sugli obiettivi: Voglio aiutare la squadra a tornare il prima possibile in serie A, questo club e questi tifosi meritano questa categoria, speriamo di farlo insieme, il campionato di B è lungo, difficile, si deve essere sempre uniti e positivi, possiamo arrivare al nostro obiettivo e poi festeggeremo tutti insieme con un party!”.
Seguici su
Aggiungi calciosalernitana.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Questo giocatore è bravo veramente