Da acquisto che aveva fatto storcere il naso a titolare ed equilibratore della Salernitana. Juan Ignacio Molina corre verso la terza maglia da titolare. Dopo i lampi con il Casarano, con la Cavese l’albiceleste è rimasto a secco, frenato da Boffelli in apertura di gara su spizzata al bacio di Lescano. Poi il pieno di minuti animato da grande sacrificio, pericolo numero uno per la difesa metelliana per la sua grande duttilità e spirito di sacrificio. E’ rimasto in campo fino alla fine, nonostante i segni della stanchezza. Quella che lo ha tradito al 90’, quando Orlando gli ha soffiato il pallone con un presunto fallo non sanzionato dal direttore di gara Ramondino di Palermo. Poi il gol del pari di Minaj e il weekend ricco di tensioni.
L’investitura
“Credo che Molina abbia tutte le caratteristiche fisiche per darci una mano nella prima pressione e permetterci di avere un altro calciatore offensivo come lo è Achik, come lo è Antonucci o lo stesso Ferraris”. Parlava così Giuseppe Raffaele al termine di Cavese-Salernitana, sottolineando come la strada verso il 3-4-1-2 dipendesse molto sia dalla mobilità e dallo spirito di sacrificio dell’ex Siracusa, in coppia con l’insostituibile Lescano, così come dai recuperi dei centrocampisti. Per la sfida con il Monopoli, Molina parte ancora in vantaggio su Ferrari. Il Loco sogna il sorpasso ma parte dietro.
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