Le sue lacrime fecero il giro d’Italia. Sconsolato, affranto, rinfrancato da Massimo Oddo, rivale che prima di festeggiare la promozione in serie A proprio non riuscì a non solidarizzare con il suo rivale e collega, abbracciandolo per un sogno infranto sul più bello. L’immagine di Serse Cosmi commosso dopo la finale playoff persa con il suo Trapani contro il Pescara è lo scatto più emozionante della sua esperienza in terra siciliana.
Ci tornerà quasi un decennio dopo da quel “maledetto” 9 giugno del 2016, che privò i siciliani di un’impresa storica solo sfiorata, eppure cominciata quasi per caso. A chiamarlo in granata (strani scherzi del destino), fu Daniele Faggiano, il direttore sportivo della Salernitana che dopo l’esonero di Giuseppe Raffaele ha deciso di puntare nuovamente sull’uomo del fiume. Che dopo una prima stagione di assestamento (subentrò in corsa al posto di Boscaglia), diede vita a un campionato entusiasmante, e per certi versi anche inaspettato.
Tra i principali protagonisti di quella cavalcata esaltante ma dall’epilogo tristissimo Nicola Citro, il “Messi di Fisciano”, autore di ben 14 gol in stagione, suo record personale in serie B (segnò anche all’Arechi contro la “sua” Salernitana sfruttando il clamoroso errore di Terracciano). Con lui anche altri ex granata, tra cui Adriano Montalto, Romano Perticone, Ernesto Torregrossa, Maurizio Ciaramitaro (tra i senatori dello spogliatoio), e il vice allenatore Lorenzo Rubinacci, per diversi anni nel settore giovanile della Bersagliera.
Difficile, rimettendo piede in terra isolana, non ripensare a quelle emozioni, a quella clamorosa promozione accarezzata e sfumata sul più bello, a quelle lacrime con il quale fu impossibile non solidarizzare, anche per lo stesso tecnico avversario. Che prima del trionfo non potè proprio esimersi da un abbraccio sentito al suo “rivale”.
Argomento toccato anche in conferenza stampa (qui la diretta testuale): “Si creò un’alchimia incredibile tra Ambiente, gruppo, empatia, meraviglia di un posto che mi ha dato tantissimo. Abbiamo sfiorato un’impresa, 46 punti nel girone di ritorno non bastarono. Torno in un posto dove sono stato benissimo”.
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