Serse Cosmi è intervenuto in conferenza stampa al termine dell’amichevole all’Arechi con il San Vito Positano, formazione di Eccellenza campana che ha affrontato la Salernitana nel test a porte chiuse (6-0, reti di Lescano, Ferarri, Ferraris, Quirini nel primo tempo, Longobardi e Boncori nella ripresa). Di seguito le sue dichiarazioni:
Non avrei voluto puntualizzare ma sono costretto a farlo, sembrava tutto così logico, nonostante sia battezzato a tutte le situazioni voglio chiarire solo cosa è successo. Ognuno ha una famiglia, una sorella, una madre, un figlio, e se la società dice che per motivi personali devo andar via e il risultato non centra niente, anche conoscendomi da poco non ci sarebbero dovuti essere dubbi. Alcuni non sono stati corretti, e non parlo dei social.
Non dico che mia moglie mi ha chiamato piangendo, che la bambina aveva qualche piccolo problema, se fosse successo qualcosa di grave mi sarei presentato per dire che tornavo a Perugia e il motivo per il quale lo facevo. Qui c’è una persona che può essere discussa sotto tutti i punti di vista, su aspetti di campo, ma non su altre cose. Non ci sto. Ognuno ha una propria vita, che ha un valore, capisco la contemporaneità della sconfitta, io quando si perde vado sempre in sala stampa. La faccia ce la metto da quando ho iniziato a fare questo mestiere, non ho paura di nessuna conferenza stampa, non mi spaventa nessuno e ho due attributi così. Spero che il capitolo sia chiuso, sulla persona speravo aveste capito di trovare di fronte a voi un uomo che ha avuto rispetto. Ho sentito cose ben diverse dal dare una notizia. Mettiamoci una pietra sopra, ma non pensate mai più che io non vengo in sala stampa perché la squadra perda, anzi spero di non pensarlo più perché la squadra vinca sempre. E ringrazio in chiusura tutte le persone che mi hanno fatto gli auguri da Salerno, si chiama Blue ma non posso disquisire sul nome, mi chiamo Serse (ride, ndr).
Sul Benevento
Ho rivisto la partita, spesso la vivi in un modo e poi rivedendola percepisci cose diverse. Noi abbiamo preparato la partita in due modi, di esser iper-offensivi e di andare a prendere i difensori alti, oppure di giocare nella nostra metà campo, la situazione intermedia era quella che meno mi piaceva. Il primo tempo il Benevento ha avuto due-tre opportunità, tutte e due nascono da una nostra aggressione e da una loro uscita palla al piede. Non vuol dire che abbiamo fatto male, ma che loro sono stati bravi e volevano quella situazione, siamo usciti un paio di volte nei tempi sbagliati. Lì abbiamo deciso che non era il caso di seguitare quell’atteggiamento, e così abbiamo deciso di adottare un blocco basso. Primo tempo equilibrato, non è stata una grande partita, ma abbiamo concesso poco a una squadra che crea dieci occasioni a partite. Nel secondo tempo un paio di ripartenza sono state fermate da falli, specie con Achik. Poi non siamo belli, forse non saremo mai spettacolari, voglio disilludere tutti, ma non significa che non si possa migliorare in transizione ed esasperare le cose positive.
Questione societaria
Io mi sento benissimo, le figure che lavorano con me pure, abbiamo vicino sia il ds Daniele Faggiano che l’ad Umberto Pagano. Sono trattato bene, e loro danno tutto per la Salernitana, anche se la questione incide. Non è che un giocatore sbaglia un cross perché vendono la società, io mi alzo non vedendo l’ora di andare al campo. Non ne ho mai parlato, così come non voglio parlare di squalifiche e infortuni. Iervolino? Gli ho fatto gli auguri per il compleanno ma non ci ho parlato, i miei riferimenti sono Pagano e Faggiano. Per come vedo il calcio più gente c’è intorno più casino c’è, quando si vince c’è sempre troppa gente nello spogliatoio. Quando si perde? Ad e ds ci sono sempre, così come il team manager. Non posso dire di vivere male questa situazione, non chiedo mai di questa ipotetica cessione, sembrava che quindici giorni fa sarebbero dovute venire a parlarci altre persone e invece oggi i riferimenti sono sempre gli stessi. Sono venuto perché voglio bene alla Salernitana, voglio provare a regalarmi un sogno e penso solo quello. Mi aggroviglio su me stesso per cercare una soluzione, non è escluso che non riesca a trovarla. Ci conviene passare sotto-traccia in questi playoff, fidatevi di me, non possiamo nemmeno dire che siamo così forti.
Sulla squadra
Con il Trapani giocherà Ferraris, è un ragazzo che oggettivamente ha tanta qualità. Si è parlato tante volte della qualità che ha, e mi ha chiesto di giocare per dimostrare. E’ colpa mia, ammetto di aver sbagliato a non farlo giocare, anche a non farlo entrare col Benevento, penso che possa essere protagonista. I giocatori hanno bisogno di una guida, devono identificarsi e credere in una persona, non ho ancora trovato la quadra ma ci sono motivi e spetta a me trovarla. Noi siamo in una via di mezzo, perché non potremo nasconderci, siamo comunque la Salernitana, poi è ovvio che i playoff vogliono vincerli tutti. Vi sorprenderò, ma non sono particolarmente preoccupato, nemmeno da questo clima. Si deve solo lavorare in campo, limare quello che c’è e utilizzare queste tre partite per fare risultato, sono sicuro che se le vinciamo tutte recuperiamo almeno una posizione. Ma la premessa è che bisogna vincerle. Abbiamo dimostrato di saperne vincere tre di fila, non avverto un clima di disamore, ma non sono venuto a espirare le colpe degli altri.
Sull’attacco
Ferrari capocannoniere? Lo era, è la declinazione del verbo il problema. Posso sbagliare scelte, ma non sono così folle da privarmi di qualcosa nelle scelte, Boncori è molto interessante, l’ho buttato nella mischia, ma ha delle qualità, non credo che non abbiamo pareggiato per colpa di Boncori, non si deve entrare nella dinamica di chi sta fuori è sempre più forte, non è sempre così. O portiamo più calciatori in attacco e in avanti, ma ci esponiamo a certe situazioni, o miglioriamo nelle transizioni.
Sul ritorno a Trapani
I colori sono gli stessi. Lì abbiamo sfiorato la A, si sono innescate delle situazioni incredibili. Siamo andati vicini a qualcosa di straordinario, nell’anno del Leicester. Potevamo fare qualcosa di straordinario, con 46 punti nel girone di ritorno.
Infermeria
L’infortunio di Capomaggio è rognoso, è una zona subdola, non voglio sostituirmi ai medici. Ha buone sensazioni, speriamo di riaverlo prima della fine della stagione regolare. Cabianca ha ripreso a correre, e sarà a Trapani, idem Gyabuaa, che dopo una settimana ferma è rientrato. Berra sarà fermo un mese, Inglese? Il suo recupero non è un sogno ma un desiderio. Vorrebbero vederlo tutti in campo, è mancato tanto alla Salernitana.
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