Prima un post su Instagram per rendergli il giusto tributo sui social dopo la storica apparizione in campo per il suo sesto Mondiale. Poi l’intervista a Gianluca Di Marzio per ribadire il rapporto creato, e la stima nei suoi confronti. Michelangelo Rampulla racconta Memo Ochoa, a poche ore dall’ingresso definitivo nella storia del calcio, ricordando i mesi condivisi alla Salernitana. Il messicano arrivato nel mercato invernale dopo un infortunio di Luigi Sepe, su consiglio di Fabrizio Ravanelli (che l’ha allenato all’Ajaccio), il secondo come preparatore dei portiere con Davide Nicola prima e Paulo Sousa poi sulla panchina granata.
“Il nostro ĆØ stato un incontro improvviso. Nessuno pensava di vederlo mai a Salerno. QuandoĀ De SanctisĀ mi ha chiesto se fossimo interessati, ti lascio immaginare la mia risposta. Eravamo entusiasti e ci ha reso entusiasti.Ā Pensate che lui ĆØ arrivato il 23 dicembre e il 24 era giĆ in campo con i guantoni. Abbiamo saltato solo il giorno di Natale, per farvi capire che tipo di professionista fosse. Del resto, quando alleni determinati campioni, tutto diventa più semplice.Ā Non solo nelle esercitazioni ma nel modo di porsi,Ā nel confronto e nel messaggio che trasmetteva ai compagni. Invidio la sua reattivitĆ . PerchĆ© per il resto mi sono sempre ritrovato nella sua calma, nella sua capacitĆ di dominare l’area piccola, ma anche nella validitĆ tecnica”.Ā
Il post social
“Il primo a mettere like ĆØ stato proprio lui, e considerate che in America, alle 11 italiane, sono le 5 di mattina. Quando sono andato via, dopo l’esonero di Paulo Sousa, mi ha pregato di restare, ma non ha mai provato rancore nei confronti del mio successore. Ci siamo visti e sentiti. Lui ĆØ una persona squisita, rispettosa dei ruoli e delle decisioni. Ricordo che mi disse testuali parole:Ā voglio giocare il sesto mondiale. Io gli dissi che ero sicuro ce l’avrebbe fatta, perchĆ© si allenava con la fame di un ragazzino. Rispetto a tanti colleghi, ĆØ poco pubblicizzato e non dĆ nell’occhio. Ma per qualitĆ avrebbe potuto giocare nel Milan, nella Juve o nelle due di Manchester, a mani basse. Per me ĆØ allo stesso livello di Neuer o Van der Sar”.Ā
I miracoli in serie
Rampulla ricorda due delle prestazioni più esaltanti di Memo alla Salernitana: “Una partita L’esordio contro il Milan, senza dubbio. Perdemmo 2-1, ma fece una cosa come 15-16 parate strepitose. Non ĆØ altissimo o prestante come i portieri moderni, ma ha un’agilitĆ e una reattivitĆ fuori dal comune. Poi mi ricordo una parata senza logica suĀ De Vrij, contro l’Inter, quando pareggiammo 1-1. Sulla riga di porta, da terra, riuscƬ a parare il suo tiro.Ā Da lƬ ĆØ diventato subito l’idolo dei tifosi“.
Il legame con la Salernitana
“A Salerno ho passato anni meravigliosi, poi abito lƬ, vedere quell’entusiasmo anche in C ĆØ qualcosa di incredibile. Riempivamo sempre tutta la curva anche nelle grandi cittĆ come Milano e Roma. Meriterebbe un palcoscenico migliore. DuoĀ Cosmi-Faggiano?Ā Un ds che conosce molto bene le categorie ĆØ sempre un buon inizio. Per poco non sono andati in B, ma qui ci sperano tutti.Ā Tutti vorrebbero un ritorno della Salernitana vista negli anni di Memo”.Ā
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