Salernitana-Savoia 1-1, di seguito le pagelle granata:
Galeotti 5. Pasticcione. Trema in avvio, quando ringrazia il palo sul pallonetto di Nepi, con più di un brivido e qualche dubbio. In precedenza era sembrato sorpreso anche sull’arcobaleno di Meola, attento sulla bordata di Martina. Nel finale l’ennesimo problema sulle respinte, si fa scappare il pallone dalle mani regalando a Meola il più comodo dei tap-in.
Llano 6,5. Arriva spesso al cross, ma dietro soffre terribilmente le sortite di Martina. Nella ripresa Di Bari lo avanza da terzino ad ala, ne beneficia. Prima imbuca per D’Ursi, poi prova a mettersi in proprio con un taglio forte, ma la sua girata termina di poco a lato. Uno dei pochi a convincere.
Celiento 6. Contiene Nepi prima e Scotti poi senza particolari problemi. Prova a svettare sulle palle alte anche sui corner a favore, ma non gli va bene. Quando gli oplontini ripartono in contropiede non manca un pizzico di sofferenza anche per lui, come quando Yeboah gli sfugga in occasione del gol ospite.
Heinz 6,5. Il migliore per distacco. Il suo rientro è la miglior notizia di giornata per Di Bari, che può contare sulla sua aggressività. Tosto, concentrato, cattivo il giusto. Non fa passare praticamente nulla finché ne ha, poi esce tra gli applausi dell’Arechi.
Dal 23’ st Capuano 6. Ritorna in campo dopo due mesi dall’ultima volta. Se la cava con esperienza e mestiere, anche se la condizione è tutta da (ri)trovare.
Anastasio 4,5. Inizio di gara terribile, quando il Savoia va vicinissimo al gol in due circostanze attaccando dalle sue parti. Svagato, distratto, inconsistente. Dopo un primo tempo tremendo resta negli spogliatoi. Dal 1’ st Cardoni 6. Porta un po’ di vivacità sulla corsia mancina, non è che brilli ma almeno con una buona iniziativa propizia l’occasionassima di Llano che raccoglie il suo cross e gira di poco a lato.
Villa 5. La mossa a sorpresa non riesce. Parte da ala destra giocando a piede invertito, ma è spesso chiamato ad entrare dentro al campo per liberare Llano. Agisce quasi da mezz’ala senza grossi sussulti, così come quando torna al ruolo abituale.
Vitale 4,5. Si nota solo per un bel mancino di controbalzo che sfiora il palo. Prima e dopo è di un’inconsistenza allarmante, specie considerando che dovrebbe essere lui ad accendere la manovra. Serie interminabili di errori. Dal 23’ st Gyabuaa 5. Le cose non migliorano particolarmente con il suo ingresso. Un paio di errori in fase di appoggio, viene spesso superato dai suoi avversari, sembra correre a vuoto.
Tascone 5,5. Corre tanto, ma spesso è poco lucido quando c’è da gestire il pallone. Nella ripresa cerca di attaccare con più intensità l’area di rigore, e su un buon inserimento prova a mettersi in proprio, ma stringe troppo il mancino da buona posizione. L’impegno c’è, manca tanto altro. Dal 36’ st Bevilacqua SV.
Achik 5. Di Bari, che già l’ha allenato a Bari, lo lancia subito. Sia a sinistra, che quando spostato a destra, però, non indovina quasi nulla. Pecca più di una volta di egoismo, ma soprattutto sbaglia quasi sistematicamente le scelte, facendo indispettire pure i compagni di squadra. Dal 12’ st Longobardi 6. L’ingresso non è particolarmente convincente, si limita al compitino rinunciando ad attaccare il fondo nonostante le richieste di tecnico e compagni di squadra. Ha però il merito di procurarsi il rigore che evita almeno la sconfitta alla Salernitana.
D’Ursi 5,5. Tanto movimento, ci prova di potenza ma calcia alto. Nella ripresa attacca benissimo la profondità sul filtrante di Llano, ma sbatte contro Leonardo. Si danna l’anima ed è pure come sempre pronto al sacrificio, chiude da ala pura, ma l’appuntamento con la rete viene nuovamente rinviato dopo il gol alla Scafatese.
Lescano 6. Tanti bassi e pochissimi alti. Nel primo tempo non si vede praticamente mai, nella ripresa si nota solo per la grande finta che libera il tiro di Llano. Nel finale si prende la responsabilità di andare sul dischetto, predilige la botta centrale che gli vale il ritorno al gol. Chiede un altro penalty in extremis, ma la sensazione è che non attacco con la fame giusta una palla più che invitante.
All. Di Bari 5,5. Le difficoltà di una squadra in crisi d’identità, prima ancora che di gioco, le conosceva tutte. Per raggiungere le premesse snocciolate in conferenza stampa (aggressività e intensità), ci sarà da lavorare senza sosta. Nel frattempo il 4-4-2 con Villa e Achik a piede invertito non funziona come sperato. I cambi gli regalano almeno un pizzico di vitalità in più.


