Salernitana, da capopopolo a capro espiatorio: la triste parabola di Serse Cosmi

Il tecnico granata (non esente da errori) paga per tutti

È finita come peggio non poteva. Sfiduciato dagli ultras, scaricato dalla squadra, esonerato dalla dirigenza. La storia tra la Salernitana e Serse Cosmi si conclude malissimo, al netto della delicatezza usata dal club nella nota che nel primo pomeriggio di ieri ne annunciava “l’interruzione del percorso professionale dopo un’attenta valutazione ed un incontro tra le parti”. Questo il messaggio che ha ufficializzato un addio che era di fatto diventato realtà già di primo mattino. La società, che ha ringraziato il tecnico umbro passione e l’attaccamento alla causa dimostrati in questi mesi, aveva già deciso dopo una nottata di riflessione seguita all’indecorosa sconfitta di Picerno. Segnali terribili che dirigenza e proprietà non potevano evitare di cogliere, nonostante una settimana di fiducia ulteriore concessa dopo i primi scricchiolii seguiti al pareggio dell’Arechi con la Scafatese.
Il triplice fischio ha sancito la fine delle ostilità in campo aprendo in realtà un’altra partita, terminata in maniera amarissima per Cosmi. Prima le riunioni fino a tarda notte per trovare un sostituto, poi le scuse dopo alcuni momenti di nervosismo in panchina e in sala stampa che di fatto era servito anche per annunciare la propria permanenza sulla panchina granata, poi la sfiducia degli ultras che a margine di un confronto al Mary Rosy avevano invitato senza mezzi termini il trainer a dimettersi e passare la mano, infine la nota dell’amministratore delegato Umberto Pagano a ribadire come nessun tifoso potesse interferire nelle scelte di campo. Se a parlare è il campo, però, è difficile trincerarsi dietro frasi fatte e smentite di rito, e la serata del Curcio ha parlato chiaro. La sensazione netta, chiara, inequivocabile è che la squadra non abbia fatto davvero nulla per difendere la posizione del proprio allenatore, lasciando Cosmi in un tritacarne e come carnefice unico di un momento disastroso, nerissimo, tremendo.
Così non gli è rimasto che recuperare gli effetti personali al quartier generale granata prima di lasciare il centro sportivo e cedere momentaneamente la conduzione della doppia seduta al suo vice Giuseppe Scurto. Paga per tutti Cosmi, arrivato lo scorso 24 febbraio al posto di Giuseppe Raffaele, e andato via otto mesi dopo senza esser riuscito a ripartire da quanto di buono costruito in primavera. Saluta dopo aver riassaporato l’adrenalina per il ritorno in panchina dopo tre anni di assenza, l’euforia per una cavalcata playoff emozionante, finita in semifinale contro il Brescia, e la speranza di un rinnovo per rilanciare il sogno promozione in serie B in una piazza che l’ha stregato fin da subito. Per passione, calore, aspettative, qualità che dall’entusiasmo dei primi giorni hanno finito settimana dopo settimana forse per schiacciarlo.
Tirando fuori un lato che nella scorsa stagione non era mai emerso, e che invece ha preso il posto dopo una conferma agognata, sofferta come un parto per sua stessa ammissione (arrivata il 19 giugno), e un inizio di stagione tremendamente difficile sin dal ritiro pre-campionato. Nel mezzo la costruzione di un rapporto viscerale con la città, più volte definita casa, un’empatia cucita un pezzo alla volta e svanita sul più bello, da quella sfiducia degli ultras granata (mondo al quale Cosmi ha sempre guardato con una certa familiarità), incassata con sgomento. Infine i risultati, troppo negativi fino ad oggi per pensare a uno scenario diverso (la Salernitana ha vinto solo 3 gare su 11, e questo dato non ammette interpretazioni), e un epilogo che più amaro proprio non poteva immaginarsi. Da capopopolo a capro espiatorio, l’avventura Serse Cosmi è finita come peggio non poteva.
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3 Commenti
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Commento da Facebook
6 minuti fa

Cosmi da vecchio volpone, a ricevuto il PACCOTTO. dal DS.e CALCIATORI. È SOCIETÀ. ASPETTAVANO LE SUE DIMISSIONI. allora ha ricambiato il paccotto.

Commento da Facebook
18 minuti fa

A Cosmi nessuno mette in dubbio la sua esperienza e competenza nel calcio ma sinceramente a Salerno credo che abbia messo fine al suo modus operandi in panchina.. Se ne uscito mesto mesto in quanto è stato tradito da colui il quale gli ha dato l’ultima possibilità di allenare ma già ad inizio campionato nonostante la riconferma doveva dimettersi in quanto la squadra costruita non aveva niente di suo…

Commento da Facebook
30 minuti fa

Sicuramente Cosmi si w comportato da vero signore stra convinto che i calciatori hanno fatto di tutto per farlo fuori Faggiano via da Salerno

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