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Salernitana, Iervolino tra presente, futuro e quella “lezione” legata alla Juventus

Il patron continua a tenere aperta la porta ad un eventuale addio

“Gli errori del passato non si faranno più”. Questa era stata la chiosa dal sapore di autocritica rilanciata da Danilo Iervolino al quotidiano “La Città di Salerno”. Il patron continua ad analizzare i conti granata, ad immaginare una possibile ripartenza lasciando però aperta la porta a possibili investitori. Di interessamenti ce ne sono stati, in attesa di offerte previste sia da un fondo italiano che da un imprenditore straniero.

Il patron ragionerà prima di aprire ad un possibile addio. Nessuna volontà di cedere a tutti i costi, bensì di valutare con attenzione le varie proposte che arriveranno. Tutto legato anche alle ingenti spese che hanno viaggiato di pari passo con ambizioni e proclami ma non con la squadra. Il gruppo granata prima ha arrancato e poi è crollato miseramente al tappeto, non solo tradendo le speranze del patron ma anche fallendo l’obiettivo minimo della salvezza.

Una “lezione” pesante da incassare dopo le prime avvisaglie. Una di queste arrivò con la Juventus, in occasione di quel famoso 2-2 incassato in rimonta dopo sessanta minuti di dominio, con la squadra allora targata Nicola che non solo sfiorò il colpaccio ma incassò le furenti proteste bianconere per il famoso fuorigioco di Milik per la posizione di Candreva. “Se vogliono la rigiochiamo”, la battuta schietta di Iervolino prima di imporre come traguardo “la parte sinistra della classifica”. Appena cinque giorni dopo arrivò il ko interno con il Lecce, costringendo Nicola a vestire i panni del pompiere e a smorzare i toni. Primi scricchiolii di un rapporto deterioratosi successivamente.

Come riporta “La Città di Salerno”, quella battuta nel post-Juve fu fuoco per un ambiente che, dalle fiamme della passione e dalla fame d’alta quota, è passata in un anno e mezzo a fare i conti con l’incendio che ha polverizzato praticamente tutto. A partire dal patrimonio della serie A, buttato via per i tanti, troppi errori. Quella stessa piazza che sognava in grande è stata costretta ad aprire gli occhi con dolore, mettendo su vernice tutte le promesse non concretizzate. Tra queste anche quella “parte sinistra della classifica” che in una giornata di settembre permise all’Icaro granata di avvicinarsi così tanto al sole calcistico della zona europea prima del crollo verticale.

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