Salernitana, “Din Don Elio Nigro ha fatto gol”, 11 anni fa il ritorno in B

E' il 25 aprile 2015: si chiude la rinascita dai dilettanti alla cadetteria

Festa della Liberazione. E per la Salernitana, il 25 aprile del 2015 fu davvero giorno di affrancamento, riscatto, di rinascita. Un viaggio iniziato tra i dilettanti, con un altro nome e senza colori sociali e ippocampo sul petto, ma con il Santo Patrono a far da logo alla neonata compagine di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma.

Undici anni fa il ritorno agognato in serie B dopo il fallimento (il secondo della propria storia), dopo la ripartenza dalla serie D, la terza promozione in quattro anni, a rendere vincente come pochi, il primo lustro dell’era dei co-patron e delle multiproprietà. Giornata indimenticabile per chi era all’Arechi, giornata indimenticabile per chi aspettava l’ultimo passo dopo le due promozioni in due anni e una stagione di rodaggio nella fu Prima Divisione.

Salernitana-Barletta 3-1 la gara della storia, eppure nata in salita. Pugliesi subito avanti, pari immediato di Negro, il rigore di Calil e il tris di Mendicino assicurarono i tre punti. Per l’esplosione di gioia era necessario però un passo falso del Benevento, protagonista di un estenuante testa a testa per la promozione diretta durato per tutto il campionato. La prima spallata era arrivata il 7 marzo, in un Arechi strapieno Menichini, che deve rinunciare a capitan Pestrin squalificato, si inventa un 4-2-3-1 che annichilisce la formazione di Brini: 2-0, e sorpasso in vetta.

Il blitz di Lecce e Catanzaro avvicinano la Salernitana alla promozione diretta, in Curva Sud spopola “Semplice” di Gianni Togni, “Gli Immortali” di Jovanottisotto la curva del Cielo -, è il sentito tributo a chi tifa da lassù. C’è spazio anche per un eroe a sorpresa, Elio Nigro. Sua la rete che permette al Messina di fermare il Benevento sull’1-1, permettendo ai granata di festeggiare con due giornate d’anticipo, tra telefoni bloccati e dirette imballate su Sportube, tifosi alla ricerca di conferme ufficiali o almeno ufficiose. Tutto vero, la rete del roccioso mediano ebolitano diventerà coro goliardico “Din Don, Din Don, intervengo da Benevento, il Elio Nigro ha fatto gol…”. Dopo il tristissimo epilogo della finale playoff con il Verona, dopo il secondo fallimento della propria storia, dopo una ripartenza tra i campi polverosi della serie D, in blaugrana e sotto l’egida di San Matteo, quel giorno ebbe davvero il sapore della liberazione.

Redazione

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