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Salernitana: Macte Animo 1919 recupera maglia intima militare che diede via al colore granata

Le casacche, tinteggiate, furono utilizzate per disputare alcune gare della Coppa della Liberazione

“Recuperata una delle maglie intime dei soldati americani sbarcati a Salerno nel 1943 e usate poi dalla Salernitana nella Coppa della Liberazione, le prime casacche granata della nostra storia“. Si apre così la nota attraverso la quale l’Associazione Macte Animo 1919 annuncia una nuova scoperta storica legata alla squadra granata, dopo il ritrovamento di cinque biglietti d’ingresso risalenti agli anni ’20 (qui tutti i dettagli).

“La storia continua ad emozionare e lo farà per sempre! L’associazione di promozione sociale “Macte Animo 1919” mette a segno un altro colpo, riportando alla luce una delle maglie intime – indossate dalle divisioni di soldati americani sbarcate a Salerno il 9 settembre 1943 nell’operazione Avalanche – e usate successivamente dagli atleti della U.S. Salernitana 1919 per disputare alcune gare della Coppa della Liberazione, primo trofeo calcistico dell’Italia libera, vinto poi dalla Bersagliera“.

Il ringraziamento è doveroso per l’amico e appassionato di storia militare Pasquale Capozzolo, presidente dell’associazione Avalanche1943 (autore di alcune pubblicazioni in materia), grazie alla cui consulenza storiografica e bibliografica, è stato possibile intrecciare le informazioni in possesso dell’associazione ed arrivare al risultato.

“Come si vede dalla foto, si tratta di una maglia intima (in lanetta) dal colore molto simile ad un fango o sangue marcio, in dotazione a tutti i militari a stelle e strisce. In particolare a Salerno sbarcarono i fanti della 36° Divisione e i paracadutisti della 82° Divisione aerotrasportata. Come già raccontato nel libro “C’è solo una maglia, storia dei colori sociali della Salernitana” del 2018, le maglie finirono sui banchi del “mercato delle pezze americane” e lì furono acquistate dai dirigenti della Salernitana in cerca di casacche da gioco a buon prezzo. Una volta in città, si decise di tinteggiarle in modo molto artigianale ed alla fine il risultato fu uno sgargiante colore granata, divenuto poi simbolo della squadra del cavalluccio”.

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