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Salernitana, l’ex Aliberti: “Iervolino non è unico responsabile! Mancano un uomo ombra e un capitano coraggioso”

L'ex presidente: "Dia andava escluso. La contestazione con il Bologna poteva essere evitata"

Aniello Aliberti è ritornato a parlare di Salernitana. L’ex patron granata è intervenuto ad OttoChannel durante il programma “Granatissimi”. Sul tavolo tanti temi, con l’imprenditore campano che non condanna Iervolino. “La colpa non è sola sua. Ho avuto la fortuna di essere accompagnato da uomini che sapevano di calcio. Serviva un uomo ombra che lo consigliasse. Purtroppo le due salvezze hanno fatto credere che tutto fosse facile o alla portata. Con una figura di spessore sarebbe stato diverso. Come la società si è rinforzata con un amministratore delegato prezioso, serviva una figura fondamentale anche sotto l’aspetto calcistico, soprattutto per gestire e superare le possibili trappole che avrebbero permesso di evitare un dispendio di denaro importante.

Un consiglio? Da vesuviano gli direi di trovare una persona competente e onesta da mettere lì nella società che affianchi Milan e che possa gestire il lato sportivo essendo il suo riferimento”. Aliberti è tornato anche sul rapporto con la tifoseria: “Non mi sembra siano successe cose violente e dolorose. Io ho subito testimonianze forti ma pur sempre d’amore. Magari la sera della contestazione con il Bologna sarebbe stato ideale incontrare i tifosi. Ora i social hanno cambiato tutto e complicato la situazione”.

Duro l’attacco a Dia: Vanno allontanati tutti quelli che non credono in questa salvezza. Ora Dia è un problema perché è un calciatore deprezzato. In questo momento farei giocare chi crede nella società, in chi sogna la salvezza. Ci sono dieci giornate da giocare che sono finalissime. Devi provare a vincerle tutte. Ora conta muovere la classifica, anche se si giocasse contro il Real Madrid. E serve dare serenità allo spogliatoio. Ad esempio credi manchi un capitano: siamo passati da uomini come Breda, come Soviero che faceva capire ai compagni come comportarsi. Serve chi fa rispettare le regole, al di là del valore in campo”.

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